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mercoledì 4 dicembre 2013

"Animamadre": la recensione al libro di Nina Maroccolo a cura di Fausta Genziana Le Piane

Condividiamo la recensione di Fausta Genziana Le Piane al libro "Animamadre" di Nina Maroccolo
MA CHE SAPORE HA UNA GIORNATA UGGIOSA
Spleen baudelairiano per Nina Maroccolo: l’Isola Tiberina diventa l’Île de la Grande-Jatte di Seurat
Leggo a caso una pagina dal libro “Animamadre” di Nina Maroccolo, Tracce Edizioni, 2012; è una pagina di diario:

7 novembre
Domenica insostenibile.
L’uggia del tempo mi rende acquattata, similmente alle piante gracili quando trattengono pioggia o umidità: con le iridi rivolte all’ingiù. Quel tanto da colloquiare con i piedi dei passanti, prediligere il contatto ravvicinato col suolo bagnato.
Penso: “Se questo è l’asfalto, il sottosuolo com’è?”
“E’ la convinzione della malattia” suggerisce Italo Svevo.
Intanto i passeggiatori della domenica ti guardano e non ti vedono (nei giorni lavorativi usano gli occhiali: continuano a non vederti, ma lo fanno meglio).
Seurat li intride di monocromia. L’Isola Tiberina diventa l’Île de la Grande-Jatte: intrattiene dame ammaritate, bambini, cani, scimmiette.
L’universo pomeridiano li astringe nel grigiore. Li conduce per assenza.
Manca la tua luce sferica, Seurat!
La pioggia cade fitta. Infilerei il cuore in una bettola.
Apprenderebbe volentieri la tiritera dei sorsi d’uva ingollati fitti fitti, se solo smettesse di diluviare.
Origlio le nostre vite, Livio. Veri conciliaboli d’annata.
Ore 23
Assumo la seconda dose unica di lachesis. Istantaneo miglioramento.

PREMESSA
Il quadro di Georges Seurat al quale si fa riferimento nel testo è “L’ile de la Grande jatte” in cui il pittore dipinge una tipica domenica pomeriggio sull'isola della Grande Jatte, un luogo molto popolare ai suoi tempi, sulla Senna, a nord-ovest di Parigi. Per sei mesi andò ogni giorno all'isola a fare schizzi del paesaggio e delle molte figure – quasi in forma geometrica - che lo animano (la madre con la bambina, o la donna a destra, vestita all'ultima moda) prima di dipingere, nel suo studio, il quadro completo. Le figure sono come inchiodate alla tela, immobili e la scena è statica. La donna con la bambina e con l'ombrello rosso, l'unica in posizione frontale, è il perno su cui ruota tutta la scena. Il colore è scomposto in una fitta trama di punti, stesi con assoluta precisione scientifica. Un'ampia zona d'ombra in primo piano aumenta la luminosità della parte in profondità.

mercoledì 13 novembre 2013

"Illacrimata" e "Animamadre": il 24 novembre la presentazione delle opere di Nina Maroccolo

Domenica 24 novembre, presso l'Associazione Culturale Train de vie, Vicolo del Montano 3 - Traversa di via Romana, a Nettuno (RM), si terrà un incontro con la scrittrice Nina Maroccolo durante il quale verranno presentate le sue opere "Illacrimata"(Edizioni Tracce 2011) e "Animamadre" (Edizioni Tracce 2012).
Interventi di Paolo Carlucci e Plinio Perilli.
Nina Maroccolo leggerà alcuni brani tratti dai suoi libri.
Un percorso durato dieci anni, un lavoro intenso dove mi sono misurata con il mito, gli archetipi, la storia, la politica, l'umanesimo: quella ricerca inesauribile del noi che precede l'io. Il suo attraversamento con rischio di sprofondare in quella che chiamo "archeologia dell'interiorità", ed effettivamente arrivare al nostro sottosuolo, e solo dopo "risalire". 
Nina Maroccolo
Nina Maroccolo è nata a Massa nel 1966. Cresciuta in Sardegna da bambina, approdata a Firenze nel ’75 – dove ha studiato Arte e Musica – vive e lavora a Roma dal 2004. Scrittrice, performer, artista visiva – è curatrice di libri e antologie. Ha fatto parte della casa discografica CPI (Consorzio Produttori Indipendenti, Firenze), responsabile dell’Associazione Culturale “Il Maciste”. 
Ha partecipato a trasmissioni su RAI1, RAI2 ed altre emittenti televisive.

lunedì 30 settembre 2013

Animamadre: la recensione di Doris Emilia Bragagnini

Condividiamo la recensione di Doris Emilia Bragagnini al libro "Animamadre" di Nina Maroccolo, apparsa su Neobar - agorà senza l'assillo delle correnti, il 5 marzo 2013:
ANIMAMADRE di Nina Maroccolo 
(lettura di Doris Emilia Bragagnini)

Volevo scrivere di “Animamadre” già da tempo. Ho atteso molto questo libro, dal primo incontro: alcune pagine postate in una “nota” sul più famoso dei social network. Le guardavo guizzare, le leggevo e non capivo cosa ci facessero lì, in un posto pieno di confusione, via vai di gente e mezzi, strilloni, clacson, frenate, incidenti carnevaleschi e capitomboli. Le avvertivo sacre, setosamente delicate, piene di quella forza capace di frusciare suono riconoscibile da subito: preziosità. Ho desiderato di leggerne ancora e proprio di quella storia. Scoprire Animamadre è stato lasciarsi trasportare, ha significato non resistere a una scrittura fatta d’immagini provenienti da una dimensione stregata e stregante, quando il vissuto si fa cilindro da cui estrarre pagine scolpite, dove la storia personale si fonde (ma allo stesso tempo ne viene filtrata) con una rivisitazione parallela fortemente analitica, in spietato rigore.

mercoledì 25 settembre 2013

Animamadre: una recensione a cura di Luigi Celi

Condividiamo una recensione al libro "Animamadre" di Nina Maroccolo a cura di Luigi Celi, apparsa su Le Reti di Dedalusla Rivista Online del Sindacato Nazionale Scrittori  (Anno VIII – Estate 2013):
Animamadre di Nina Maroccolo è un romanzo-non-romanzo, un fluido raccontare che ti cattura per intensità, capacità di scrittura di altissimo livello; ha nei suoi aspetti autobiografici più del soggettivismo delle Confessioni di un J. Jacques Rousseau che delle Confessioni di sant’Agostino, che pure è una sorta di alter-ego in alcune parti del testo, lì dove la scrittura si fa per certi versi più filosofica e investe tematiche anche teologiche, per quanto in maniera aporetica, come se contasse di più la domanda, o il racconto del proprio sofferto vissuto, che la risposta stessa. Quest’ultima, anzi, in Animamadre è quasi non richiesta a quel Dio a cui il santo si rivolse. Una irrefrenabile affabulazione, dunque, questa di Nina Maroccolo, un flusso di coscienza e d’immagini oniriche, che non accettano di essere risvegliate ad un troppo di consapevolezza, ecco la differenza con Rousseau, che perseguiva “il socratico conosci te stesso”, senza mai abbandonarsi, al sogno, alla rêverie.

martedì 24 settembre 2013

Le illuminazioni di Nina Maroccolo: una intervista all'autrice di "Animamadre"

Una grande artista tutta da scoprire. In questa intervista svela le parti più nascoste del suo ultimo romanzo, "Animamadre"
Condividiamo l'intervista di Fausta Genziana Le Piane a Nina Maroccolo, scrittrice, poetessa e performer, autrice del romanzo  "Animamadre" (Edizioni Tracce 2012, Collana I Cammei - Introduzione di Fabio Pierangeli - Postfazione di Ubaldo Giacomucci), apparsa sul sito NoiDonne il 14 settembre http://www.noidonne.org/blog.php?ID=04700 e sul sito dell'Associazione Italiana del Libro il 13 settembre http://www.100news.it/site/2013/09/13/le-illuminazioni-di-nina-maroccolo/

- Victor Hugo affermava che “E’ l’oceano sondato, resta l’anima da sondare”, ti sei definita “ESPLORATRICE”: quale dei due è più facile da conoscere, l’oceano o l’animo umano? Come dice il grande scrittore portoghese Eça de Queiroz, quanto più profondamente l’uomo sonda se stesso, tanto più si riconosce insondabile?
° Secondo la dottrina buddhista mahayana, quando si parla di oceano ci si riferisce all’oceano del samsara: il ciclo delle esistenze. E quasi mai è possibile tornare alla consapevolezza cosciente di quali siano state quelle remote… Ma è anche vero che la nostra piccola genesi si racchiude in questo oceano che può tramutarsi in “esistenza illuminata”. La vastità dell’oceano ci spinge a considerarlo in senso figurato, ovvero abissale, profondissimo com'è il nostro inconscio; ma che esso contenga anche l’Anima, credo di sì.
Più esploriamo, più entriamo in contatto con realtà che si prefigurano oggetto di ricerca delle origini – tanto più l’insondabilità diviene meno aspra.
Per me Oceano e Anima sono entrambi oggetto di questo “andare”: pariteticamente.
- Finalmente con te quello che mancava – ma ormai per poco - in letteratura: una genealogia al femminile. Il tuo libro è pieno di figure femminili di riferimento…

giovedì 6 giugno 2013

Pensieri a brandelli su Animamadre di Nina Maroccolo

Condividiamo la recensione al libro "Animamadredi Nina Maroccolo a cura di Vinz Notaro, apparsa su http://invinovanitas.ereticidelterzomillennio.org/
-Dottore sono pazza?
-Lei non è affatto psicotica, mi creda…
la follia, quella sana, contiene in sé elevate
potenzialità creative. È l’operare
del genio umano attraverso scalfitture
dell’anima.
-Le dà fastidio il pieno sole sulla testa?!
-L’amore per l’arte mi ha sostenuto, sa?
-L’ha salvata.
-Ma l’anima pesa…
(Animamadre, p. 15)

Quando conobbi Nina fui rapito da un tepore strano, non semplicemente materno, una di quelle percezioni che non riesci da subito a definire, sfugge e devi inseguirla, anima femmina in tutto e per tutto. Tremore e vibrazione. La voce che ti tira l’anima dal petto, una poesia devastante, la musica come teatro dei sogni, dei traumi, degli dèi, la dea tigre che batte i piedi in terra e sprofonda per perdersi a riaversi, lo sputo utopico e serpentino su un mondo alla deriva, la pace per resistenza. Queste, le tessere di un mosaico dinanzi al quale ho tremato, una monumentale e statuaria allegoria di quel calore dolce come un veleno, quel calore che ricordo aver provato quando conobbi Nina. Lo stesso che ho ritrovato quand'è arrivata a me “Animamadre”, sua opera letteraria più recente. Magnifica dedica, magnifica calligrafia, c’è quel tepore, lo stesso che mi scorre sotto la pelle adesso, mentre scrivo e penso a tutte le cose che abbiamo avuto e sempre avremo in comune, cose che si chiamano, e si rispondono. Se apri a caso "Animamadre" funziona come un oracolo: ti mostra quel che vuoi vedere, indovina passato, presente e futuro, un gioco all'autodeterminazione che chi ha scelto la via della bellezza conosce. Una bellezza che, diciamocelo adesso, sa essere terribile, Animadre che fa a brandelli le sue figlie e i suoi figli, ossia fa a brandelli se stessa, mezza Kali e mezza Chinnamasta, e, per paradosso, ancora mezza Matangi, con quel suo fiume di poesia blu-impuro. L’anima che si frammenta, fa discendere la visione di ajña¯ in Vis´uddha, tradisce, tramanda, capovolge. Questo è il senso ultimo del poetare. Pericolosissimo. Dove non arrivano che in pochi. E Nina c’è arrivata, dolorosamente, con un enfasi che t’atterrisce e il profumo dell’ineffabile.

lunedì 27 maggio 2013

"Animamadre": domani la presentazione dell'opera di Nina Maroccolo

Martedì 28 maggio, alle ore 18,30, presso l'Associazione Culturale in Trastevere Aleph, Vicolo del Bologna 72, a Roma, si terrà la presentazione del libro di Nina Maroccolo "Animamadre" (Edizioni Tracce 2012).
Relatori: Paolo CarlucciSabino Caronia e Plinio Perilli.
Il sipario si apre sul coraggio della nudità della protagonista. Nina Maroccolo, drammaturga pluripremiata, attrice volitiva e poliedrica, fine interprete di testi letterari, lo sa perfettamente e non si tira indietro, affrontando un secondo processo di liberazione affidato alle acque potenti della scrittura. [...] 
Nina Maroccolo è nata a Massa nel 1966. Cresciuta in Sardegna da bambina, approdata a Firenze nel ’75 – dove ha studiato Arte e Musica – vive e lavora a Roma dal 2004.

venerdì 19 aprile 2013

Scrivere mantenendo fermo il compasso della Storia: una recensione all'opera di Nina Maroccolo di Niccolò Rinaldi

Mi sono fatto largo fra le pagine di Animamadre come se avanzassi in una selva morale e spirituale, e ora so che è capace di srotolare il nostro tempo, facendone vedere il lato oscuro, la faccia interna, rivoltandolo come un calzino, insistendo su una vicenda, talvolta perfino su un dettaglio solo in apparenza privato, ma che in realtà è uno squarcio su tutto il mondo… 
Scrivere mantenendo fermo il compasso della Storia, specchio del mondo, senza far scivolare tutto nell’oblio, nel giornalismo, nella cronaca, nella chiacchiera, ricordando invece che la pagina è il primo atto di ciò che si chiama resistenza.
Raccontarsi equivale a raccontare di tutti, ed è il primo passo del portare il lutto, il lutto proprio come assunzione del passato - quel “bel lutto” che ci aiuta a sopportarlo, a farcene carico.
La storia, e in primis la storia individuale, è fatta di poesia, di sussurri e fremiti, di nostalgie e soprattutto di amore, anzi di amare; di tutto quel magma del sentire che oggi vogliono radiare con l’azione, la dialettica, la sintesi, il non-so-che e il non-sanno-nemmeno-loro.

giovedì 18 aprile 2013

"Animamadre" e "Illacrimata": due recensioni alle opere di Nina Maroccolo di Gian Ruggero Manzoni

Ho finalmente letto ANIMAMADRE... libro di una tensione sconcertante e di sommo coraggio. Leggendo, si è sempre più al tuo fianco, così come, le tue pagine, aiutano a ricongiungersi con un respiro assoluto, libero da ogni costrizione dovuta al “male di vita”, frutto di una “redenzione” verso l’osmotico, l’empatico, la congiunzione.
È opera che dovevi assolutamente dare alle stampe: ci rende più vicini... tu con te stessa e tu con noi.
Ti voglio bene.
*
ILLACRIMATA segue, in poesia, la tua prosa. È colmo di immagini sconcertanti, in cui si entra, in cui ci si perde... in cui ci si trova. Opera complessa, anche questa di grande valore perché in essa ti scopri, ti dai. Fondamentale e centrata la prefazione di Paolo Lagazzi, che condivido parola dopo parola.

Gian Ruggero Manzoni
Scrittore, saggista, pittore e critico d’arte.


martedì 13 novembre 2012

Una recensione ad "Animamadre" a cura di Marco Palladini


Condividiamo con i nostri Lettori una recensione al libro "Animamadre" di Nina Maroccolo a cura di Marco Palladini, apparsa sulla Rivista Online del Sindacato Nazionale Scrittori Le Reti di Dedalus (Anno VII – Novembre 2012), all'interno della rubrica "Le vie del racconto":
Tra le molte e disordinate letture dei mesi scorsi, non posso dimenticare Animamadre (Tracce, 2012) di Nina Maroccolo. Senz’altro è di gran lunga il libro migliore della scrittrice di Massa. Un libro che si ammira innanzitutto per la qualità della scrittura, elaborata e complessa, in totale controtendenza rispetto alla narrativa odierna, linguisticamente appiattita e povera. In secondo luogo, per il mix di invenzione e memoria autobiografica che intreccia il tempo dell’infanzia vissuta in Sardegna con il presente della donna adulta stabilitasi nella capitale, attraversata dalla irrequietezza e precipitata in una condizione di depressione pressocché permanente.

mercoledì 10 ottobre 2012

"Animamadre" di Nina Maroccolo: una recensione a cura di Plinio Perilli

Condividiamo una recensione al libro di Nina Maroccolo "Animamadre" (Edizioni Tracce, 2012) a cura del poeta, critico letterario e critico d'arte  Plinio Perilli:

“L’anima non puoi inumarla con la grammatica, la filosofia, gli intellettualismi boriosi”…
“Ma uno squarciavento rende panico il mio sogno, lo allucina. E fiorisce sott’acqua un melodramma anfibio”…
Un’intera, densa tramatura di archetipi, distilla, vena e suffraga questo romanzo intimissimo eppure “corale”, che di continuo ondeggia fra il sogno più inconscio e la favola popolare, il diario pedissequo di ogni giornata esiliata e affranta nella modernità, e l’omeopatica, sana dose-unica che sempre per fortuna ci riscatta l’anima e allevia i travagli indicibili della fantasia… “Le protagoniste ancillari di Animamadre patiscono la colpa, necessaria per il loro straripamento. O piuttosto, per il mio mutamento”…

venerdì 5 ottobre 2012

"Animamadre" di Nina Maroccolo: una recensione a cura di Anna Costalonga

Condividiamo con i nostri Lettori/Autori una recensione al libro di Nina Maroccolo "Animamadre", a  cura di Anna Costalonga, apparsa sul blog http://lipsiafelix.wordpress.com/
Animamadre di Nina Maroccolo è un’opera eccentrica che va avvicinata, sospendendo ogni pregiudizio, ogni categoria letteraria e di genere.
Si presenta nella forma di un diario: a scriverlo è Viola, l’io-narrante (uno dei tanti, come si vedrà nel corso della lettura). Il pretesto è la terapia, o meglio la psicoterapia: come altri illustri precedenti (vedi Italo Svevo, ma sopra tutti Giuseppe Berto, il cui Male Oscuro è infatti una delle prime citazioni) : dal diario inteso come forma terapeutica, nasce una cronaca di vita interiore, un vero viaggio letterario nella notte dell’Io.
Nina Maroccolo sceglie – o meglio sembra scegliere, più in là dirò il perché di questa precisazione – una struttura antinomica, cioè contrastante: a livello strutturale, la narrazione è sospesa fra quotidianità da una parte e oniricità e surrealismo dall'altra.

giovedì 27 settembre 2012

"Animamadre" di Nina Maroccolo: una recensione a cura di Paolo Carlucci

ANIMAMADRE - Viaggio etico di luce sovrana
di Paolo Carlucci (Poeta e critico letterario)

Animamadre, la più recente prova narrativa di Nina Maroccolo, appare testo per molti versi decisivo nell’odierno panorama di scritture spesso esili e dal corto respiro. Epifenomeno della storia del romanzo, italiano sentiero interrotto. In ogni pagina, costruita con stile originalissimo, la prosa si colora sovente di squarci lirici di qualità. Vi spira la tremenda bellezza di un vivere che s’adulta di ragione e di passione. Il pianto e la sofferenza, acute e non di maniera, son prodromo rilkiano di rinascita per una laica, ma numinosa, Euridice come dimostra in esergo Per risalire. Vulnerati di pianto | applausi di ciglia | istupidite di pianto, | liquido pianto: concilio d’acque assorte.

Viaggio etico di luce sovrana, che dall’Ade si genera immensa. È alchimia esistenziale profonda in cammino verso il linguaggio del Sé, maturando con toni altamente drammatici, il sentiero di esseri in fosco, ma pregnante divenire. Sentivo le dita della bimba districarsi dalle mie. Morte che diviene barlume di speranza. La salma nera del serpente si ricompone dopo averne sospeso il dolore, simulata la morte. Vita che nelle tenebre si aurora di veleno, quello del lachesis mutus, che è, nel suo mutare, metamorfosi e cura nel prodigio teatrale di un coro vulvare di voci… Il mutus, altrove definito il terrore dei boschi è sì trappola per cianfrusaglie umane, saetta di certissima morte, Làchesi appunto, ma pure ondivago avanza, impulso fluttuante. Richiamo lucreziano, ad un disfarsi atomo di vita in flusso perenne tra le cose.

venerdì 21 settembre 2012

ANIMAMADRE di Nina Maroccolo: una recensione a cura di Marco Palladini

Animamadre” è un libro che si ammira innanzitutto per la qualità della scrittura, elaborata e complessa, in totale controtendenza rispetto alla narrativa odierna, linguisticamente appiattita e povera. Ritengo che sia senz'altro e di gran lunga il tuo libro migliore. La luminosa conferma del tuo essere una scrittrice di razza anche in forza del mix di elementi autobiografici e di materia d'invenzione. E uno scrittore è di razza, per me, quando usando la sua peculiare esperienza di vita sa trasferire il particolare nell'universale, toccando l'immaginario e l'anima dei suoi lettori. Il coraggio di esporsi come in una sorta di dolorosa autoanalisi condotta in pubblico. E nutrita di fantasie e fantasmi, incubi e visioni, passato e presente avvinti in un flusso di scrittura di caratura espressivista, e che definirei di intonazione ‘dinocampaniana’ (vista anche la vostra corregionalità).

MARCO PALLADINI
(Scrittore, poeta, attore
direttore del sito “Le Reti di Dedalus”
regista, critico letterario e teatrale)

Nina Maroccolo è nata a Massa nel 1966. Cresciuta in Sardegna da bambina, approdata a Firenze nel ’75 – dove ha studiato Arte e Musica – vive e lavora a Roma dal 2004. Scrittrice, performer, artista visiva – è curatrice di libri e antologie. Ha fatto parte della casa discografica CPI (Consorzio Produttori Indipendenti, Firenze), responsabile dell’Associazione Culturale “Il Maciste”. Ha partecipato a trasmissioni su RAI1, RAI2 ed altre emittenti televisive.

martedì 18 settembre 2012

ANIMAMADRE di Nina Maroccolo: una recensione a cura di Paolo Lagazzi

ANIMAMADRE non è un romanzo tout court,
ma forse è il romanzo - nel senso joyciano del termine - 
il genere a cui più si avvicina.

da una lettera di Paolo Lagazzi

Carissima Nina,
anche questo libro, come i tuoi precedenti, mi ha intrigato, turbato e incantato. Ancora una volta la tua scrittura dispiega i suoi filamenti, le sue arsioni, le sue scintille simboliche e creaturali, i suoi paradossi e i suoi azzardi visionari per dire l’indicibile: il mistero del dolore, il bisogno lancinante dell’amore, le scosse sismiche della cosiddetta realtà, il groviglio karmico dei rapporti parentali e amicali, il peso delle colpe e il richiamo ineludibile della grazia, il sentimento arcaico della terra e gli abissi del cielo, il fluire dei sogni e dei pensieri, il sangue della quotidianità e gli echi dell’eterno… 
I molti diversi registri che utilizzi – il racconto, la poesia in lingua e in dialetto, l’aforisma, la lettera, il diario, la favola, il mito – squadernano una tessitura d’immagini che palpita, graffia e ondeggia, che provoca e irride la nostra falsa coscienza, che è grido e canto, preghiera e bestemmia…
Benché “consapevole”, come tu stessa riconosci, fino a una lucidità “saturnina”, la tua scrittura è anche ricca di volute e abbandoni, controtempi e cortocircuiti di senso: lampeggiante come una danza di angeli dolcissimi e infuriati: scalpitante come un cavallo troppo a lungo rinchiuso, e d’un tratto lasciato libero di fuggire dove vuole… 
La depressione non è, dunque, immobilità dello sguardo, ma esplorazione continua, per quanto rallentata dai tocchi dello stile, dal bisogno di dare una forma all’informe, o di ricavare accordi musicali dal pathos verità e bellezza, dai tremori del cuore e dalle intemperanze dell’angoscia…

venerdì 3 agosto 2012

Incipit della recensione di Sabino Caronia al libro di Nina Maroccolo "Animamadre


L’animamadre “pasoliniana” di Nina Maroccolo
di Sabino Caronia

«La passione non ottiene perdono da nessuno.

                               Non ti perdono neanche io che vivo di passione»

Le parole di Pier Paolo Pasolini a Nicola Chiaromonte ben si prestano ad aprire a mo’ di epigrafe una recensione di questo scritto molto “pasoliniano”, con riferimento naturalmente al Pasolini lirico, quello del Pianto della scavatrice… (a seguire) 


Sabino Caronia 
Scrittore e critico letterario

giovedì 2 agosto 2012

ANIMAMADRE di Nina Maroccolo: una recensione a cura di Dante Maffia


ANIMAMADRE è meraviglioso. Un vero capolavoro,
di Dante Maffia

Non è facile che il dolore diventi saggezza, che l’inferno si trasformi in parole nitide, perfino audaci, che da un abisso qualcuno ritorni per dirci di una verità così grande che investe di sé l’universo e non accetta nessun nome, nessun involucro, nessuna dimensione.
Ecco perché Fabio Pierangeli ha potuto parlare del lessico nuovo di Nina Maroccolo, ha potuto certificare un’esperienza che prima di essere poetica è stata umana, anzi, disumana fino allo stremo, fino alla consumazione della parola stessa per poi rinascere senza scorie, ma con tutto il peso di secoli di ascolto.
Da qui le espressioni, per dirla con Elias Canetti, urticanti, le espressioni che tutti evitano perché s’impigliano nell’animo di ognuno e pretendono la presenza attenta, vigile, stavo per dire collaborativa.
Non si dimentichi però che Nina Maroccolo ha grandi capacità linguistiche e che dunque non si è affidata alla casualità o a una struttura senza struttura: ella ha scelto il lessico e perfino le sillabe, in modo che l’armonia dell’insieme non soffrisse di dimenticanze o di dissonanze.