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giovedì 14 maggio 2015

"Che cosa non vi dobbiamo?": la recensione di Giuliano Capecelatro sul libro di Maria Rosaria La Morgia e Mario Setta

Condividiamo la recensione di Giuliano Capelacetro sul libro Terra di Libertà - Storie di uomini e donne nell'Abruzzo della seconda guerra mondiale
comparsa su Leggendaria 110 - marzo 2015 - pp. 55

"Che cosa non vi dobbiamo?"

L'epopea misconosciuta della gente abruzzese che accolse, nascose e sfamò i fuggiaschi italiani e stranieri dopo l'armistizio dell'8 settembre



mercoledì 6 maggio 2015

Terra di Libertà: venerdì 8 maggio la presentazione del libro di Maria Rosaria La Morgia e Mario Setta

Venerdì 8 maggio, alle ore 17.30, presso la Sala del Consiglio Provinciale, in Corso Marrucino 97, a Chieti, si terrà la presentazione del saggio di Maria Rosaria La Morgia e Mario Setta Terra di Libertà Storie di uomini e donne nell'Abruzzo della seconda guerra mondiale
Introdurrà Licia Marsilio.
Letture a cura di Leonardo Cavaliere, Chiara Benvenuto e Gloria Canale.
«Una popolazione povera, provata da anni di guerra, semplice ma ricca di profonda umanità, accolse con animo fraterno ogni fuggiasco, italiano o straniero; vide in loro gli oppressi, i bisognosi, spartì con loro “il pane che non c’era”; visse quei mesi duri, di retrovia del fronte di guerra con vero spirito di resistenza, la resistenza alla barbarie».
Carlo Azeglio Ciampi

«C’è un’ultima Medaglia d’Oro che dovrebbe ancora essere assegnata, ed è quella al popolo abruzzese, protagonista silenzioso e modesto di una vera epopea. Forse nessuna popolazione come quella abruzzese si rese protagonista in Italia di una Resistenza così coraggiosa e così corale».
Carlo Troilo
Maria Rosaria La Morgia, laureata in Filosofia a La Sapienza di Roma, lavora in RAI dal 1978, prima come programmista-regista, poi come giornalista presso la redazione TGR Abruzzo. Fondatrice del Centro di cultura delle donne Margaret Fuller di Pescara (www.centrodonnemargaretfuller.it), attualmente è Presidente dell’Associazione “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail” e collabora alle riviste “Leggendaria” e “Rivista Abruzzese”.

Mario Setta, docente in pensione di Storia e Filosofia al Liceo Scientifico Statale Fermi di Sulmona, è curatore della collana di memorialistica degli ex prigionieri di guerra alleati intitolata “E si divisero il pane che non c’era”, cofondatore e storico dell’Associazione “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail”.

mercoledì 22 aprile 2015

Le Edizioni Tracce a #Pescaraleggeperché - Giornata Mondiale del Libro


In occasione della Giornata Mondiale del Libro, le Edizioni Tracce di Pescara collaborano con l’amministrazione comunale di Pescara, con gli assessorati alla Cultura e al Turismo, insieme a tutte le biblioteche, librerie, case editrici e associazioni cittadine, per una nuova iniziativa di promozione del libro denominata #Pescaraleggeperché che si svolgerà domani, giovedì 23 aprile, a partire dalle ore 10.00 e per tutta la giornata, a Piazza Salotto, a Pescara.
 
Sarà una vera e propria festa del libro con incontri mirati per gli studenti delle scuole primarie e secondarie al mattino, presentazioni di libri di autori nazionali e locali, reading, performance, laboratori per bambini, info point per conoscere le biblioteche cittadine, stand delle librerie e delle case editrici. 
L'evento è inserito nella piattaforma nazionale di #ioleggoperché. 
Durante tutta la giornata le Edizioni Tracce saranno presenti con un proprio stand e venderanno i propri libri.
All'interno di questa variegata manifestazione, alle ore 15.30 si terrà la presentazione del saggio di Maria Rosaria La Morgia e Mario Setta "Terra di Libertà" (Edizioni Tracce 2014). 
Presenterà Maristella Lippolis.
Dalla presentazione al libro a cura di Nicola Mattoscio:
Eppure, nonostante le sofferenze, il popolo abruzzese nei lunghi mesi della occupazione nazista seppe reagire con resistenza e resilienza, diremmo oggi, a voler sottolineare la capacità dei singoli e delle comunità locali di saper riscoprire il proprio destino dinnanzi alle sciagure provocate dal conflitto.
Piuttosto che lasciarsi andare alla paura, o al calcolo interessato, che avrebbe consigliato di mettere al riparo se stessi ed i beni necessari al proprio sostentamento, molte famiglie, soprattutto contadine, offrirono supporto materiale a tanti prigionieri fuggiaschi, disertori, renitenti ai bandi di leva o di lavoro, antifascisti attivi: li guidarono, mostrarono loro sentieri, vie di fuga e misero in comune il “poco che c’era”. Con questi gesti, tanti civili furono a loro modo resistenti perché anche con piccoli atti contribuirono in modo significativo all’esito della guerra. Soprattutto però le famiglie abruzzesi furono resilienti in quanto coi loro comportamenti di disinteressato aiuto offrirono una risposta morale e di intensa sensibilità umana alle atrocità della guerra.

Maria Rosaria La Morgia, laureata in Filosofia a La Sapienza di Roma, lavora in RAI dal 1978, prima come programmista-regista, poi come giornalista presso la redazione TGR Abruzzo. Fondatrice del Centro di cultura delle donne Margaret Fuller di Pescara (www.centrodonnemargaretfuller.it), attualmente è Presidente dell’Associazione “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail” e collabora alle riviste “Leggendaria” e “Rivista Abruzzese”.

Mario Setta, docente in pensione di Storia e Filosofia al Liceo Scientifico Statale Fermi di Sulmona, è curatore della collana di memorialistica degli ex prigionieri di guerra alleati intitolata “E si divisero il pane che non c’era”, cofondatore e storico dell’Associazione “Il Sentiero della Libertà/Freedom Trail”.

mercoledì 4 febbraio 2015

Terra di Libertà (Storie di uomini e donne nell’Abruzzo della seconda guerra mondiale): la recensione apparsa sul sito dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti

Condividiamo la recensione apparsa sul sito dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti - www.odg.it - sul libro Terra di Libertà (Edizioni Tracce - Fondazione Pescarabruzzo 2014), curato da Maria Rosaria La Morgia e Mario Setta.
Nel 1943, al momento dell’Armistizio, erano 72 i campi di concentramento sparsi in varie parti d’Italia per i prigionieri alleati, con 80.000 internati. Più di 40.000 riuscirono a fuggire quasi subito. I tedeschi si misero immediatamente a setacciare i territori circostanti, riprendendone la metà. Gli altri riuscirono a sopravvivere: quelli a Nord in parte riparando in Svizzera, al Sud passando le linee alleate; ma la maggior parte di loro trovarono rifugio tra la popolazione. Tutti, senza aiuti esterni, sarebbero stati ripresi; invece, dovunque, trovarono persone che li aiutarono a varcare le linee nemiche o a nascondersi. La maggior parte dei soccorritori erano contadini e pastori in cui i fuggitivi si erano imbattuti per caso e che li nascosero in fienili o in rifugi improvvisati, dando loro abiti e vitto.“Il fenomeno dell’assistenza spontanea era generalizzato in tutta la regione abruzzese. Sulla base di statistiche desumibili dai documenti conservati negli archivi di Washington si può calcolare un coinvolgimento di decine di migliaia di persone nell’assistenza, sempre più rischiosa, agli ex prigionieri alleati fuggiti dai campi di concentramento dopo l’8 settembre”. La straordinaria generosità della gente d’Abruzzo, così evidenziata da Roger Absalom, storico inglese che è stato ufficiale durante la campagna d’Italia, trova conferma in questo libro, curato dalla giornalista Rai Maria Rosaria La Morgia e dallo studioso Mario Setta. Un’antologia di storie, nell’Abruzzo della seconda guerra mondiale, dedicata proprio ad Absalom. Vicende poco note al grande pubblico.Elena Aga Rossi scrisse nell’introduzione che vi è una ricca memorialistica di prigionieri che hanno narrato la loro esperienza, ma i volumi sono pubblicati solo in inglese o tradotti da case editrici locali. Precisa anche che la maggioranza dei prigionieri erano inglesi o dei paesi del Commonwealth ed erano stati catturati sul fronte africano (vi erano anche americani, tra i quali piloti abbattuti dalla contraerea). E aggiunge: “Colpisce il fatto che non sono soltanto alcuni individui che accolgono il nemico del giorno prima come ospite, ma è l’intera comunità che partecipa e si organizza per aiutarli, nonostante i proclami dei tedeschi che minacciavano la distruzione delle case dove avessero trovato rifugio i prigionieri e la fucilazione di tutti gli abitanti”.

giovedì 22 gennaio 2015

Terra di libertà: venerdì 23 gennaio la presentazione presso la Fondazione Pescarabruzzo

Domani, venerdì 23 gennaio, alle ore 17.15, presso la sede della Fondazione Pescarabruzzo, in Corso Umberto I, 83, a Pescara, si svolgerà la presentazione del volume curato da Maria Rosaria La Morgia e Mario Setta Terra di libertà - Storie di uomini e donne nell'Abruzzo della seconda guerra mondiale (Edizioni Tracce - Fondazione Pescarabruzzo 2014).
Saluti: Marco Alessandrini (Sindaco di Pescara).
Interventi: Nicola Mattoscio (Presidente Fondazioni Pescarabruzzo e Brigata Maiella); Elena Aga Rossi (già docente ordinaria di Storia Contemporanea presso l'Università degli Studi dell'Aquila e la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione); Ruggero Ranieri (fondatore e Presidente della Fondazione Ranieri di Sorbello di Perugia).
Moderatore: Mauro Tedeschini (Direttore del quotidiano “Il Centro”).
Conclusioni: Luciano D'Alfonso (Presidente della Regione Abruzzo).

“Terra di Libertà”, a cura di Maria Rosaria La Morgia e Mario Setta, è un libro che presenta storie di uomini e donne nell’Abruzzo nella seconda guerra mondiale. Un libro corale. Un caleidoscopio che offre l’immagine di una terra calpestata e violentata, di una gente derelitta e schiacciata. Si leggono tra le pagine la guerra, il terrore, la morte. E nel quadro stesso di abbandono e di disperazione, la volontà di non morire. La forza di resistere e sollevarsi dalle macerie dei corpi ammucchiati e delle pietre accumulate.
L’Abruzzo di quel tempo è restituito attraverso le molteplici voci raccolte: la testimonianza di Virginia Macerelli, la sopravvissuta dell’eccidio di Pietransieri. La lettera del pastore Michele Del Greco, prima di essere fucilato. I bombardamenti. I campi di concentramento di Chieti, Sulmona, Avezzano. La lunga sfilata delle memorie autobiografiche dei prigionieri di guerra alleati aiutati dagli abruzzesi è aperta dal diario autografo del Presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, tra gli instradati sul “Sentiero della Libertà” da Sulmona a Casoli. E infine la Brigata Maiella, che per il sacrificio e il valore tutte le esperienze riassume.
Il testo restituisce così con inedita pienezza il senso storico, civile e morale che ebbe nella nostra terra, il fenomeno della “Resistenza”, in special modo nella sua declinazione più diffusa, quella “Umanitaria”.