Mario Baudino (giornalista, saggista, poeta italiano e Critico letterario de “La Stampa” di Torino), dopo aver letto la silloge “Straniero nel mondo” di Raffaele Stella (Edizioni Tracce 2013) si è così espresso:
...le sue poesie mi hanno colpito per la loro secchezza, la precisione del dettato, il taglio severo di tutte le derive “effusive”. Non sta a me tributare lodi particolari, ma posso dirle che mi sembrano testi assai convincenti, in una solco novecentesco dove mi pare di riascoltare, declinato con altra sensibilità, il “vivere al cinque per cento” di montaliana memoria, per esempio in versi come “Ho vissuto (?) sempre tra le pieghe/ nel recesso dell’abbaglio/ identificato come vita/ e dalla mia nicchia/ non ho emesso rumori/ effuso tracce/ L’impronta/ se mai c’è stata/ è stata lieve indistinta”, con quel che segue. Il suo “consueto colloquio con le ombre” o con “l’irrisolto” che è “lì sul tavolo” il dubbio persistente sul “lasciare impronte”, disegnano un contorno, che so, una curvatura di pudica metafisica che a me, personalmente – al di là di certe scelte linguistiche, però molto soggettive sempre – convince.
Torino, febbraio 2014
Raffaele Stella è poeta e pittore. È nato e vive ad Avellino. Oltre all’attività artistica e letteraria si è occupato di teatro in qualità di soggettista e scenografo. Nei primi anni ’70 ha fatto parte del Gruppo “Dimensione Uomo” collaborando, tra l’altro, a mettere in scena nel 1978 il Recital “irpiniapoesia”. Ha fatto parte del Gruppo teatrale Clan H. Nel 1988 ha collaborato ad allestire la rassegna teatrale “Theaomai” patrocinata dall’Assessorato alla cultura della Regione Campania.
