Condividiamo, con piacere, il testo della presentazione del libro di Massimo Santilli "Pensieri, parole e omissioni in terra dannunziana" a cura dello scrittore e giornalista Giovanni d'Alessandro, che si è tenuta a Pescara presso la Libreria Libernauta, il 12 aprile scorso:
Con questa snella e bella silloge poetica appena edita da Tracce, Pensieri, parole e omissioni in terra dannunziana, Massimo Santilli si conferma appassionato valorizzatore della cultura abruzzese, che lo vede attivo non solo per il museo di Gagliano Aterno (Aq), ma anche su altri versanti con tutta una serie di iniziative e di apprezzati lavori, ad esempio in materia saggistica, come il recente Passi di pace e di perdono, edito nel 2012 e dedicato agli itinerari e luoghi francescani nella valle subequana e nelle aree dei parchi nazionali, sulle orme del poverello d’Assisi.
In questo suo secondo libro di poesia, edito da poche settimane, Massimo offre un contributo dannunziano alla sua terra, all’Abruzzo e anche ad atmosfere non prettamente (anche se prevalentemente) abruzzesi che fanno capo al Vate; e, al contempo, offre anche un contributo indipendente dalla poetica e dalla produzione di Gabriele D’Annunzio, a cominciare dal titolo, forse in voluta antifrasi col Vate giacché ricalca un passaggio dell’atto di contrizione cristiano - e tanto contrizione quanto cristianesimo erano assai lontani D’annunzio - omettendo di necessità, tra i pensieri, le parole e le omissioni in terra dannunziana, le… opere! dannunziane, che avrebbero alquanto fuorviato il lettore.

