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mercoledì 22 ottobre 2014

"Ostaggio della vallata": la recensione di Merys Rizzo alla silloge poetica di Fausta Genziana Le Piane

Condividiamo una recensione alla silloge poetica Ostaggio della vallata di Fausta Genziana Le Piane scritta da Merys Rizzo:
Il cuore profondo della vita intrama i versi della raccolta, rendendo figurative il movimento, che porta alla parola ogni percezione d’essere. "Ostaggio della vallata" è un’opera concentrata eppure immensa, perché al lampo breve dei testi, che illumina nuclei di pensiero e di emozioni, s’intreccia l’amplificazione generata dalle note poste a piè di pagina. Ogni aspetto visibile, udibile, pensabile, colto come vibrazione delicata nel ritmo, ora esaltante ora sfinito, dell’apparire, trova nelle suggestioni evocative la dignità dell’essere, che sfiora, talvolta, una ineffabile sacralità. 
L’infinito fa le sue razzìe / teso / tra i cinque punti cardinali / delle dita / come pirata / su nave all’arrembaggio. […] . È l’incipit dell’opera, che si prefigura, dunque, come cammino verso un’ulteriorità spinta oltre la soglia delle parole, oltre la resistenza del dato e della vitalità del suo irrompere. Tra intensificazioni, accordi, riverberi, interni lampeggiamenti e accensioni esterne si ritrova un’interiorità più intima del riposto delle cose, che si dispiega via, via, rispettando, quasi, una drammaturgia necessaria. Ciò avviene, soprattutto, nel passo dolce del continuum tra ciò, che nella prima parte della pagina i versi fermano in sintesi poetica, mediante la parola dell’ineffabile, e ciò, che il pensiero nelle lunghe annotazioni a margine precisa, dichiara, spiega, formulandosi sul limite di un richiamo colto o di una gittata evocativa o di un dato memoriale. Così l’intera raccolta si presenta come un entrare ed uscire, un andare e tornare da e verso luoghi del "pathos" e del "logos", profilando un transito lungo dalla purezza lirica alla narratività, dalla metafisica essenzialità alla storica referenzialità. La poesia eccede il desiderio del soggetto e il soggetto si palesa nella ricognizione attenta a piè di pagina, quasi a continuare il processo percettivo e cognitivo iniziato prima.