Condividiamo l'intervento di Pietro Pelosi (Docente di Teoria della Letteratura - Salerno) sulla silloge di Raffaele Stella "Straniero nel mondo", in occasione della presentazione del libro del 14 giugno ad Avellino:
Straniero nel mondo presuppone un mondo straniero, un non trovarsi presuppone una inquietudine che sceglie comunque di essere qui e di confrontarsi con ciò che è straniero (forse ostile) ed esplorarlo. La politica presuppone una sofferta auto conquista e perciò non è solo politica, ma conquista civile, slancio civile, denuncia civile, anche quando al mondo (straniero) può non piacere. Invece d’essere un demone o un eroico furore, il poeta sceglie di essere uomo con la sua dignità e con le sue contraddizioni ed i suoi disorientamenti: e l’amore diventa offrirsi, l’essere uno in molti e molti in uno, essere l’altro e patirlo, essere chi ci è vicino, che ci è prossimo.
E’ questo il segreto della poesia e dell’arte di Raffaele Stella, poeta che a ben ragione Paolo Saggese non annovera tra gli “utres inflati” ed io aggiungo insufflati: su un altro piano che, impropriamente viene chiamata umiltà. Ma umile significa inferiore, terra terra e spesso l’eccesso di umiltà può essere scambiato per basso, oscuro. Qui io preferisco la parola “modesto” che indica “colui che non si esalta per i propri meriti: l’uomo veramente grande è modesto”. L’arte, per Raffaele Stella è una scelta: eligere. Invece di essere insufflato dai portenti, egli è ispirato da ciò che lo circonda: uomo, natura, sociale.
