Visualizzazione post con etichetta Valentino Ceneri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Valentino Ceneri. Mostra tutti i post

lunedì 13 maggio 2013

"Il maestro d'ascia": il 15 maggio la presentazione del romanzo di Valentino Ceneri

Mercoledì 15 maggio, alle ore 17.30, presso la sala-teatro dei Gesuiti, in via del Santuario 160, a Pescara, per il Ciclo sul tema "Padri e figli" (sezione Cinema&Letteratura) sarà presentato il romanzo storico su Gesù "Il maestro d'ascia" di Valentino Ceneri
Relatori: Claudio Amicantonio e Francesco Natarelli
Parteciperà la professoressa e attrice Franca Minnucci.
Dalla quarta di copertina:
Dal nome del protagonista, Jesuha, si comprende subito che non si tratta di un maestro d’ascia qualsiasi, quello su cui è intessuta la trama del romanzo storico IL MAESTRO D’ASCIA.
L’autore fa balzare alla ribalta dello scenario della Palestina del I sec. personaggi e luoghi vivi e veri, che ben interpretano il tormento di quel passaggio storico, decisivo per il cambiamento dei connotati di tutto l’Occidente.

venerdì 16 novembre 2012

Una recensione a "Francis Bacon La visione del futuro"

Condividiamo con i nostri Lettori una recensione al libro di Daniela Quieti "Francis Bacon La visione del futuro" a cura di Valentino Ceneri:

Come un'archeologa in cerca delle tracce degli elementi culturali sepolti di una cultura antica, in “Francis Bacon La visione del futuro”, Daniela Quieti esplora attentamente e pazientemente i contenuti dei processi costruttivi del pensiero filosofico di Francis Bacon, alla ricerca dei di lui progetti innovativi, rispetto alla condizione di staticità, dovuta ai blocchi che coscientemente o inconsciamente i suoi contemporanei, dogmatici Maitres à penser, ponevano alle menti più fervide. 
Siamo ai primordi di una rivoluzione. La rivoluzione scientifica, per l'appunto. Sta nascendo un linguaggio nuovo. Un nuovo vangelo. Una profezia sul progresso futuro dell'umanità. La visione del futuro. Un titolo emblematico che mette in luce l'essenza del pensiero di Francis Bacon.

giovedì 25 ottobre 2012

"Vertigine d'acqua" di Nicoletta Di Gregorio: una recensione a cura di Valentino Ceneri

Il titolo della silloge di poesie di Nicoletta Di Gregorio, “Vertigine d’acqua”, è una chiara anticipazione sui contenuti offerti al godimento estetico ma anche alla riflessione -quasi etica- dell’uso delle parole. Attenti alla semantica! quindi.
Perché Elohim non ha ancora diviso le acque al di sopra da quelle al di sotto del firmamento. Camminiamo nell’incertezza del caos primordiale, non ancora diviso tra luce e oscurità, tra giorno e notte.
Sarà l’evocazione del caos primordiale della nascita, che precede di 36 mesi l’acquisizione del linguaggio da parte del bambino?
Sembra proprio che l’autrice metta lì le parole come suoni da armonizzare, come un musicista che prova a ispirarsi direttamente sulla tastiera del pianoforte. Al lettore il compito di rileggere la partitura seguendo il dolce alternarsi delle frasi e dei silenzi.
Ma la raccolta è anche una metafora del tempo presente. Come dire: attenti all’uso saggio delle parole. Questa è la poesia di Nicoletta: una visione profetica delle aporie del nostro postmoderno.