Condividiamo la recensione di Franco Campegiani alla silloge poetica di Ninnj Di Stefano Busà "Il sogno e la sua infinitezza", apparsa sul sito Animamundi - cultura, spettacolo, letteratura, arte a questo indirizzo:
Con prefazione di Walter Mauro, Tracce Edizioni ha pubblicato un nuovo lavoro poetico di Ninnj Di Stefano Busà, dal titolo “Il sogno e la sua infinitezza”, i cui versi si susseguono con flussi metaforici incessanti che ricordano l’andirivieni del mare o l’imprevedibile fluire del tempo, o ancora l’erompere perenne delle cose. Un fuoco pirotecnico, attivo soprattutto nelle pagine finali del testo, la cui struttura, in un certo senso poematica, segue il dipanarsi di un pensiero non pensato, ma come colto nel vento. Un pensiero incontenuto e incontenibile, che sembra non concludersi con l’ultima pagina del testo e rinviare ad una continuazione-ripetizione infinita.
Ed è l’infinito, per l’appunto, o l’eterno, nei suoi rapporti con il relativo, ad interessare la poetessa e a coinvolgere il lettore fin dalle prime battute. Anzi, fin dall’esergo, dove, della Poesia si dice: “dagli abissi del male, spicca il volo/ e il mondo viene avvolto / di assoluto”. Questo lavoro della Busà è tutta un’interrogazione sulla valenza dei sogni e della poesia: “Una scrittura, scrive giustamente Walter Mauro, che con coraggio va ad occupare uno spazio non indifferente nel diorama di oggi, non soltanto per il perenne discorso sull’uomo, ma anche per la preziosa consuetudine di restituire alla parola poetica la sua più vera, autentica e alta connotazione”.

