Visualizzazione post con etichetta Il sogno e la sua infinitezza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Il sogno e la sua infinitezza. Mostra tutti i post

martedì 25 giugno 2013

"Il sogno e la sua infinitezza": una recensione di Franco Campegiani alla silloge di Ninnj Di Stefano Busà

Condividiamo la recensione di Franco Campegiani alla silloge poetica di Ninnj Di Stefano Busà "Il sogno e la sua infinitezza", apparsa sul sito Animamundi - cultura, spettacolo, letteratura, arte a questo indirizzo:
Con prefazione di Walter Mauro, Tracce Edizioni ha pubblicato un nuovo lavoro poetico di Ninnj Di Stefano Busà, dal titolo “Il sogno e la sua infinitezza”, i cui versi si susseguono con flussi metaforici incessanti che ricordano l’andirivieni del mare o l’imprevedibile fluire del tempo, o ancora l’erompere perenne delle cose. Un fuoco pirotecnico, attivo soprattutto nelle pagine finali del testo, la cui struttura, in un certo senso poematica, segue il dipanarsi di un pensiero non pensato, ma come colto nel vento. Un pensiero incontenuto e incontenibile, che sembra non concludersi con l’ultima pagina del testo e rinviare ad una continuazione-ripetizione infinita.
Ed è l’infinito, per l’appunto, o l’eterno, nei suoi rapporti con il relativo, ad interessare la poetessa e a coinvolgere il lettore fin dalle prime battute. Anzi, fin dall’esergo, dove, della Poesia si dice: “dagli abissi del male, spicca il volo/ e il mondo viene avvolto / di assoluto”. Questo lavoro della Busà è tutta un’interrogazione sulla valenza dei sogni e della poesia: “Una scrittura, scrive giustamente Walter Mauro, che con coraggio va ad occupare uno spazio non indifferente nel diorama di oggi, non soltanto per il perenne discorso sull’uomo, ma anche per la preziosa consuetudine di restituire alla parola poetica la sua più vera, autentica e alta connotazione”.

lunedì 16 aprile 2012

"Il sogno e la sua infinitezza" di Ninnj Di Stefano Busà: una recensione di Nazario Pardini



Chiedevo cattedrali, tatuaggi d’oro
alle mie sere di gemme vive.
E ogni giorno rifondeva in me quella serenità
chiara e senza vento, 
quell’azzurra bellezza del ramo nudo
in forme alate.
Poeta e madre, indissolubilmente,
fuoco a mendicare la scena della Vita,
la gemma e la foglia a congiungersi
e il segno dell'ultima stella.
Ora torno illesa alla mia incandescenza,
alla distanza oscura della notte

Scrivere di poesia di fronte ad un testo di Ninnj Di Stefano Busà è impegnativo e al contempo stimolante. 
Impegnativo in quanto la Di Stefano ha avviato, superato, maturato stili, modi e congegni tecnico-strumentali attraverso una evoluzione costante e strettamente legata al suo indirizzo, e alla sua carta d’identità.