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lunedì 11 maggio 2015

"Viagginmente": alla Primo Moroni la presentazione del libro di Sara Del Vecchio

Giovedì 14 maggio, alle ore 18.30, presso la Libreria Primo Moroni, in via Quarto dei Mille 29, a Pescara, si terrà la presentazione del libro di Sara Del Vecchio Viagginmente (Edizioni Tracce 2015 - Introduzione di Daniela Quieti - Prefazione di Mirella Lentini).
Interverranno: Ubaldo Giacomucci (Presidente Edizioni Tracce) e Daniela Quieti (Giornalista e Scrittrice).
Coordina Alessandra Farias (Giornalista).
Durante l'evento si svolgerà un reading di Cristina Baldassarre (Attrice).
Per l'occasione verrà allestita e illustrata l'esposizione fotografica NUOVIOCCHI di Tania Ciampoli.
Seguirà brindisi finale.
L'evento è curato da: KirmiziLab, Movimentazioni e bookcaffè Primo Moroni.

La silloge di racconti contiene la prefazione di Mirella Lentini, di cui condividiamo uno stralcio:
Un delicato affresco del nostro tempo, fra inquietudini giovanili e certezze della tradizione, emerge dai racconti di Sara Del Vecchio: squarci di vita che spaziano da incontri casuali alle amicizie consolidate, persone che diventano personaggi attraverso una descrizione breve e intensa, scaturita da uno sguardo attento cui non è estranea la curiosità giornalistica, ma anche da una percezione carica di emotività.Ne deriva un sottile confine fra realtà e fantasia, in un vissuto al quale fanno da sfondo paesaggi noti e paesaggi da scoprire, istanti, destinati a diventare esperienza irrinunciabile e preziosi ricordi di un viaggio che è la vita. Veloci sequenze che si snodano in una coscienza consapevole, venata di ottimismo, che hanno un dato unificante: l'autenticità. 
Sara Del Vecchio, nata in Abruzzo nel 1981, vive a Pescara.
Ha collaborato come giornalista con alcuni giornali locali e nazionali.
Attualmente è responsabile dell’Ufficio Stampa del Comune di Spoltore.
Questa è la sua opera prima di narrativa.

venerdì 11 ottobre 2013

Addio a Veniero De Giorgi, grande figura culturale pescarese

Il 9 ottobre 2013 scompare l'intellettuale Veniero De Giorgigrande figura culturale pescarese. 
Le Edizioni Tracce si uniscono al dolore della famiglia e del mondo della cultura e dell'arte per il vuoto che lascia con la sua scomparsa e sceglie di ricordarlo con un sentito racconto scritto dalla giornalista Sara Del Vecchio.
Barba lunga e il finto broncio. Maya lo ricorda da sempre così e ripensa al giorno in cui è riuscita a strappargli un sorriso davanti alla tavolata delle virtù. Veniero è seduto, come tanti altri, attorno a un banchetto invitante e informale, fuma in continuazione sigarette e ha con sé la sua immancabile macchinetta fotografica. Per Maya è un primo maggio come tanti altri nella casa di amici di famiglia, anche se sono passati tanti anni dall'ultima volta che ha partecipato alla festa.

Dopo il primo piatto di virtù, preparato secondo l’antica tradizione teramana dalla padrona di casa, si avvicina a lui chiedendogli informazioni sulla macchinetta. “Prendila e comincia a scattare fotografie, la teoria serve a ben poco” – dice Veniero. “Poi magari mi fai vedere come sono uscite e ti dico cosa migliorare”. La ragazza non se lo fa ripetere due volte e comincia a provare. “Vedo che hai un problema con l’occhiolino…in questo modo rischi di non mettere bene a fuoco l’immagine”! “Eh…pazienza, tanto non riesco a fare diversamente”! Ecco il suo sorriso, s’intravede sotto la folta e lunga barba chiara. “Cerca almeno di socchiuderlo…!”. E così, tra un consiglio e l’altro, nel bel mezzo di una giornata conviviale, Maya si è divertita a creare il suo album. Non è affatto un’aspirante fotografa che inizia il suo percorso partendo da qui. Ha semplicemente voglia di migliorare il suo modo di immortalare momenti, persone, oggetti. Veniero la incoraggia e la convince ad acquistare uno strumento simile al suo. La macchinetta fotografica presa alcuni mesi dopo le ricorda quella giornata e la naturalezza con cui il ‘precursore di tantissimi temi’ ha afferrato il desiderio di quell'istante. Il mondo delle arti e della cultura sentirà per sempre la sua mancanza per il suo modo ‘singolare’ di dare corpo alle proprie idee.