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giovedì 12 febbraio 2015

L'uomo che ascoltava le 500: la recensione al libro di Francesco Paolo Tanzj a cura di Maria Stella Rossi

Condividiamo la recensione di Stella Maria Rossi al libro di Francesco Paolo Tanzj L'uomo che ascoltava le 500 (Edizioni Tracce 2014).
500 E CAMPANE
I simboli del Made in Italy nel nuovo libro di Francesco Paolo Tanzj

L’autore, che nel novembre scorso ha presentato alla Stony Brook University di New York la sua raccolta di poesie bilingue From Italy, anche nel 2015 rappresenterà la letteratura italiana negli States in altri due appuntamenti: in primavera con lo IAWA (Italian American Writers Association) e a settembre, in occasione del Columbus Day, presso il Westchester Italian Cultural Center “One Generoso Pope Place” di Tuckahoe.
La 500, protagonista del racconto L’uomo che ascoltava le 500, che apre il volume dall’omonimo titolo scritto da Francesco Paolo Tanzj, come tutti i protagonisti che si rispettano, ha un nome, Ciumachella, e ha dei proprietari che proprio non possono anzi non vogliono distaccarsi da lei, anche quando ormai è diventata troppo anziana tanto che viene riparata e risistemata di continuo.
E allora questa automobilina cult, compagna di viaggi e di pensieri condivisi, familiare come un oggetto caro perché carico di storia, viene portata da una sorta di guaritore, uno che sapeva ascoltare i ritmi cardiaci del motore per trovare poi una soluzione anche in condizioni estreme com’era per l’ormai supervecchia adorata 500. 
Una storia che dà l’avvio e introduce alla lettura dei tredici racconti più un’invettiva scritti da Francesco Paolo Tanzj che in quest’opera conferma e affina ulteriormente il suo impegno e la sua presenza nel mondo culturale e intellettuale contemporaneo.
Il volume, pubblicato dalle Edizioni Tracce, è un lavoro impegnato che coniuga leggerezza e intensità e diviene necessità di scrittura, ricognizione totale e universale su poesia, narrazione, amicizia, viaggio, luoghi, desideri e condivisioni e poi ancora ricerca e scoperta di verità, magari scomode, difficili ma trovate e dette per una sottesa condivisione con chi legge e/o palpita nel mondo culturale/civile.
Ogni racconto, in realtà, meriterebbe di essere centro e chiave di lettura del libro, anche se tutti diversi e scritti in tempi diversi, allora appuntiamo l’attenzione sull’essenza, su ciò che li alimenta e sostiene: l’autenticità.
Nell’etimologia di questo termine (dal greco autos: se stesso e entòs: in, dentro) abbiamo la conferma che esso è la quintessenza stessa del libro ma anche e soprattutto dello scrittore Francesco Paolo Tanzj che da oltre trenta anni con autentico impegno e continuità propone e realizza eventi culturali, pubblicazioni, ideazioni ad ampio raggio. 
L’autore, coinvolto in toto in avvenimenti e proposte culturali, in appelli e iniziative per ribadire “un unico visionario obiettivo”, ha rivolto la sua completa attenzione alla cultura in tutte le sue espressioni e possibilità sempre sostenuta da coerenza e da dedizione concrete.
Da Elogio della Provincia passando per Un paradiso triste - finalista al premio Bancarella - alla silloge antologica L’oceano ingordo dei pensieri - vincitrice del Premio L’Iguana 2014 - all’ultima pubblicazione From Italy. Poems and beauty from the heart of Italy (presentata con successo negli USA), considerando i contatti con scrittori e poeti anche stranieri e l’interesse per la multimedialità, ne viene fuori un ritratto che invita a riflettere sulla produzione letteraria e sull’intellettuale Tanzj che si svela ai lettori anche nella sua Dichiarazione di scrittura quando riporta il suo contributo al Convegno Poetica e poesia del 1995 di cui trascrivo alcuni passaggi particolarmente chiarificatori “... nessun poeta si compiace in fondo di essere solo: altrimenti non scriverebbe! Ogni verso - anche il più ermetico - è un tentativo di superare un distacco con gli altri esseri viventi, è una forma d’amore, è uno sforzo estremo di comunicazione, mai per pochi ma sempre e solo per tutti [...].