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martedì 26 maggio 2015

Il giovane poeta Giampiero Margiovanni a teatro

Il 12 e il 13 giugno, alle ore 21.00, nel classico e suggestivo Teatro comunale di Atri, andrà in scena “La bisbetica domata” di W. Shakespeare, realizzata da “Les enfants rouges” per la regia di Francesco Anello. 
Les Enfants Rouges è un gruppo teatrale di Atri nato nel luglio del 2013 per volontà, tra gli altri, del giovane poeta Giampiero Margiovanni, autore della silloge poetica Il Dionisiaco rovesciato (Edizioni Tracce 2014). 
Spettacolo fortemente voluto dall'associazione culturale “Les Enfants Rouges” in occasione del 450° anniversario della nascita del grande autore inglese. 
L'Associazione culturale “Les Enfants Rouges” ha all'attivo già diversi spettacoli, tra cui “Arsenico e vecchi merletti” di J. Kasselring, per la regia di Francesco Anello, e “Verderame” (teatro itinerante nella natura incantata) scritto, diretto e interpretato dall'associazione stessa in collaborazione con l'ass. culturale “La Meccanica Delle Tende”.
“Ora è giunto il momento di ritornare ad una forma di teatro classico in cui emerge l'intera compagnia, come forza evocatrice di immortali personaggi! Spettacoli difficili da realizzare ma, con l'aiuto di innumerevoli anime dedite all'arte del teatro, abbiamo voluto regalare, ancora una volta, la magia del sogno che si può vedere, ad occhi ben aperti, sulle tavole del palcoscenico.” (cit. Les Enfants Rouges)

Giampiero Margiovanni è nato ad Atri il 9 Aprile 1990.
Nel 2013 si laurea in Mediazione Linguistica e Comunicazione Interculturale all’Università “G. D’Annunzio” di Pescara.
Il Dionisiaco Rovesciato è la sua seconda raccolta di poesie.
Nel 2012 è tra i finalisti del Premio Penne con la sua opera prima Le punte del cerchio e si aggiudica, per due anni consecutivi (2012 e 2013), il secondo posto al Premio Giovani Autori Fondazione Pescarabruzzo.
Fa parte de Les Enfants Rouges, associazione culturale che opera maggiormente nel campo del teatro.

martedì 31 marzo 2015

“Il dionisiaco rovesciato”, i versi aldilà del reale di Margiovanni

Condividiamo la recensione di Marco Tabellione alla silloge poetica di Giampiero Margiovanni Il dionisiaco rovesciato, apparsa sul quotidiano Il Centro il 9 marzo 2015:
ATRI. Secondo appuntamento con la poesia per il giovane poeta di Atri Giampiero Margiovanni, che dopo "Le punte del cerchio", ha dato alle stampe la sua seconda raccolta di versi "Il dionisiaco rovesciato" (Tracce, €11, pagine 81).
   Di nuovo un titolo intrigante per Margiovanni, dopo le impossibili "punte del cerchio" ecco il mito vitalistico di Dionisio che viene rovesciato nel suo contrario. Una poesia apparentemente calata nella realtà quella di Margiovanni, ma che nei contesti a volte semplici e banali della vita di tutti i giorni ricerca i simboli inusitati di altre dimensioni, più misteriche e meno frequentate. Insomma Margiovanni mostra di credere nella forza del linguaggio poetico, che non sta tanto nella sua capacità di spiegare il reale, – "Parole fatti non bastano più" dice in una poesia –, non tanto nella sfida della letteratura e della poesia al reale, quanto nella possibilità che la poesia e la letteratura hanno di offrire realtà alternative, "Ma restano gli scritti, scritti fatti parole, e parole che scrivono di fatti" prosegue infatti nella stessa poesia. E' evidente lo stile di Margiovanni, la sua poesia parte dal parlato, dalla “chiacchiera” quotidiana, ma utilizza per elevarla, per elettrizzarla, renderla di nuovo significante. Il suo obiettivo è stabilire con i propri simili una forma di comunicazione elevata, una dimensione di contatto e dialogo che sia superiore, più profonda, come emerge dalla poesia "Sguardi": "Sguardi persi, come le parole perdute che andavano dette all'amicizia. Svanite, svanite nel nulla e mai più tornate. Solo parole, parole di circostanza, come soprammobili in una stanza, fatti per raccogliere polvere".
   La poesia di Margiovanni si muove così tra una sfiducia verso la parola e le sue possibilità di cattura del reale, e l'ambizione a trovare il bandolo della matassa, a svelare qualche aspetto del gran mistero. Poeta apparentemente semplice, legato alla replicazione del linguaggio quotidiano, Margiovanni si pone tuttavia sempre al di là della quotidianità, sempre al di là del dato realistico, che comunque non perde mai di vista, quasi per mantenere le coordinate giuste nel rapporto con l'esteriorità. Poesia dunque che si muove tra soggettivo e oggettivo, tra esteriorità e interiorità nel tentativo di trovare tra queste due fondamentali dimensioni della visione umana, un equilibrio, quasi un punto mediano che consenta di penetrare e afferrare entrambi.