Condividiamo una recensione alla silloge Ostaggio della vallata di Fausta Genziana Le Piane scritta dal Prof. Carmine Chiodo:
Della poesia di Fausta Genziana Le Piane la critica nel corso del tempo ha dato giudizi positivi ed ora qui con questa nuova silloge la Le Piane si riconferma una poetessa di tutto rispetto.
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| Fausta Genziana Le Piane Ostaggio della vallata (Edizioni Tracce 2014) Prefazione di Plinio Perilli |
La sua poesia molto è pensata e sentita, oltre che orchestrata e caratterizzata da una lingua che aderisce di volta in volta alle varie situazioni presentate. Inoltre è poesia ben inquadrata ed essenziale e tutto fluisce con ordine e chiarezza, e, al riguardo ecco alcune citazioni: "Sbocco d'amore / come di sangue / a fiotti / caldo rosso / violento" (Vita, p.111); "Nei folti e intricati / ricci di bambina / sono rimaste impigliate / intatte / le lettere rosse e nere / vibrate dal nastro / della tua macchina da scrivere, / padre, / dove con forza, precisione e sveltezza / pigiavi i tasti / che hanno scritto la mia vita" (La macchina da scrivere); "L'amore è / una macchia rossa / tra me e te. / Si ritrae / poi si allarga / si spande. Nel buio / splende" (Forma, p.43).
Bastano i versi che ho appena citato per farci un'idea di che tipo di poetessa è la Le Piane. Una poetessa che certo non ama versi oscuri o ermetici oppure metafore strampalate e cervellotiche. La ricerca espressiva della poetessa è continua e coerente e produce risultati poetici eccellenti: "La mia poesia / mi piace portarla con me / ovunque. / Nascosta / partecipo alle cose / in modo diverso” (Poesia, p.127). Un testo questo molto importante in quanto dice l’atteggiamento della poetessa verso le cose, verso la vita, una dichiarazione di poetica, capace di aggirare le teorizzazioni colte. Orbene in tutta la raccolta si nota come l’io poetante assume di volta in volta vari atteggiamenti interni ed esterni davanti alle cose ed alla vita stessa, alle parole, e, a proposito quest'ultime in un componimento dal titolo “Torneranno le parole”, leggo:
"Entreranno trionfanti / fino alla stanza del re / e regaleranno una collana / scintillante alla regina" (Torneranno le parole, p.128).
Procedendo nella lettura ci si imbatte in una poltrona di velluto blu (La poltrona): "Vi sprofondo / con il peso / del corpo stanco, / dei ricordi, / di sillabe spezzate. / Morbida mi accoglie / e non chiede nulla / mi sostiene, mi avvolge. / Accetta il mio sonno" (La poltrona, p.71).
