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lunedì 15 dicembre 2014

Premio SCRIVEREDONNA XXII edizione 2014: la premiazione

Giovedì 18 dicembre, alle ore 17.30, presso la Sala Figlia di Iorio della Provincia di Pescara, in Piazza Italia, si svolgerà la cerimonia di premiazione del Concorso Nazionale SCRIVEREDONNA, XXII edizione 2014, in ricordo di Maria Luisa Spaziani.
L'evento è organizzato dall'Associazione Culturale Tracce con il patrocinio della Provincia di Pescara e il contributo della Fondazione Pescarabruzzo.
Il Premio, uno dei più prestigiosi nel panorama nazionale dedicato alla poesia femminile, è teso a valorizzare la scrittura delle donne in Italia ed esso consiste nella pubblicazione in volume dell'opera vincitrice.
Fanno parte della giuria alcune tra le maggiori poetesse italiane, tra cui la candidata al Nobel per la letteratura Marcia Theophilo (Testimonial Internazionale dell'UNESCO per la Biodiversità) e le poetesse Anna Maria Giancarli e Nicoletta Di Gregorio.
Durante la premiazione si ricorderà la poetessa Maria Luisa Spaziani, tra i maggiori poeti del '900, candidata al Nobel per la letteratura, che è stata presidente della giuria del premio Scriveredonna sin dalla sua nascita nel 1992 e presente attivamente a tutte le edizioni.
Presenzieranno le componenti la giuria ed interverranno: Antonio Di Marco, Presidente della Provincia di Pescara, e Nicola Mattoscio, Presidente della Fondazione Pescarabruzzo.
Coordinerà: Ubaldo Giacomucci (Presidente delle Edizioni Tracce).
Interverrà l'Artista Rossella Circeo che donerà alcune sue opere alle vincitrice del Premio.

Le vincitrici del 2014 sono:
1 classificata: Anna Manna di Roma
2 classificata: Anna Rita Persechino di Formia (LT)
3 classificata ex aequo: Anna Alessandrino di Gravina di Puglia (BA)
3 classificata ex aequo: Francesca Prattichizzo di San Severo (FG)
Premio Speciale Tracce: Claudia Manuela Turco, pseudonimo Brina Maurer, di Blessano di Basiliano (UD)
Premio Speciale della Giuria: Francesca Favaro di Padova

Durante la cerimonia di premiazione verrà presentato il libro "Burqa di vetro" di Antonella Antinucci, vincitrice del Premio Scriveredonna 2013.

martedì 1 luglio 2014

Lutto nel mondo della cultura: è morta la poetessa Maria Luisa Spaziani

Le Edizioni Tracce si uniscono al dolore del mondo culturale italiano e internazionale per la scomparsa della grande poetessa.

Si è spenta ieri, all'età di 91 anni, Maria Luisa Spaziani, poetessa e francesista, fondamentale figura culturale in Italia, candidata al Premio Nobel per la letteratura, Presidente del Premio Scriveredonna fin dalla prima edizione (della cui giuria fanno parte, inoltre, Marcia Theophilo, Anna Maria Giancarli e Nicoletta Di Gregorio). 
Nel 2009 le Edizioni Tracce hanno avuto l'onore di pubblicare la raccolta poetica La radice del mare all'interno della collana I Segni del Suono, diretta da Anna Maria Giancarli.
In occasione della Fiera Internazionale della Poesia di Verona,
Maria Luisa Spaziani con Nicoletta Di Gregorio,
allora Presidente delle Edizioni Tracce.
L'esordio letterario è del 1954 quando pubblica Le acque del Sabato all'interno della prestigiosa collana Lo Specchio della Mondadori.

I funerali si terranno domani, mercoledì 2 luglio, nella Chiesa degli Artisti, in Piazza del Popolo, a Roma, alle ore 11,00.

Maria Luisa Spaziani, nata a Torino nel 1922 e scomparsa a Roma il 30 giugno 2014, è stata tra i più significativi poeti del panorama nazionale ed europeo. 
E' stata Presidente dell’Universitas Montaliana, dopo essere stata per venti anni Presidente del Centro Internazionale “Eugenio Montale” e dell’omonimo premio. 
Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesie: 
Le acque del sabato, 1954; Il gong, 1962; L’utilità della memoria, 1966; L’occhio del ciclone, 1970; Geometria del disordine, 1981 (Premio Viareggio); La stella del libero arbitrio, 1986; I fasti dell’ortica, 1996; La traversata dell’oasi, 2002; La luna è già alta, 2006; Poesie d’amore di Marceline Desbordes Valmore, 2006. 
Autrice del poema-romanzo Giovanna D’Arco, 1990; di Donne in poesia, 1992; di racconti La freccia, 2000; lavori teatrali: La vedova Goldoni; La ninfa e il suo re; Teatro comico e no; e di critica letteraria. 
Ha tradotto vari autori fra i quali Ronsard, Racine, Flaubert, Goethe, Shakespeare, Gombrich, Yourcenar, Tounier.
Ha ottenuto numerosi e prestigiosi premi, l’ultimo importante riconoscimento è il Premio “Dino Campana”, dicembre 2009.

venerdì 3 agosto 2012

XX EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO NAZIONALE “SCRIVEREDONNA” ISTITUITO DALLE EDIZIONI TRACCE


È giunto quest'anno alla XX edizione il Premio Letterario Nazionale “SCRIVEREDONNA” (già premio “Nuove Scrittrici”), che si conferma nell’ambito dei premi letterari nazionali come importante mezzo per emergere nel panorama culturale. 

   Il Premio, che gode del patrocinio della Regione Abruzzo - Assessorato alla Cultura e della Fondazione Pescarabruzzo, è stato istituito dalle Edizioni Tracce con l'intento di promuovere e valorizzare la creatività femminile. La finalità è quella di esaltare la scrittura delle donne, che l’associazione culturale Tracce ritiene essere in questo momento la più attenta alle problematiche attuali ma che troppo spesso rimane sommersa. 
   Fin dalla prima edizione la giuria è composta da Maria Luisa Spaziani (presidente), Marcia Theophilo (poetessa e operatrice culturale), - entrambe candidate al Nobel per la letteratura -, Anna Maria Giancarli (poetessa e operatrice culturale) e Nicoletta Di Gregorio (poetessa e Presidente delle Edizioni Tracce di Pescara). 
   Tra le vincitrici, oggi poetesse affermate, si ricordano, tra le altre, Anna Maria Farabbi (“Fioritura notturna del tuorlo”), Maria Grazia Calandrone (“Pietra di paragone”), Fausta Squatriti (“Filo a piombo”), Anna Casalino (“La chiarità del silenzio”) e Dania Lupi (“Nel giardino presente delle rose”).

lunedì 16 gennaio 2012

"La radice del mare" di Maria Luisa Spaziani: una nota critica di Ninnj Di Stefano Busà

Una raccolta compatta e armoniosa, come solitamente sono tutte le sillogi poetiche di Maria Luisa Spaziani. La poesia dell’autrice si snoda attraverso itinerari di luci e ombre e s’incanala in una metafisica che ha le caratteristiche di una filosofia del cuore.
La ricca produzione poetica ne è una dimostrazione di fede, sempre fedele al filone del neorealismo romantico che ha segnato tanta parte della sua carriera letteraria.
La poesia di questa raccolta è incentrata sul mare, sulla natura, sui miti di una trasposizione lessicale che hanno determinato e resa celebre la sua vicenda culturale e umana.
Una poesia la sua, che sarebbe alquanto limitativo definire o etichettare come poesia di un solo “filone” letterario, Maria Luisa Spaziani ne compendia molti e tutti interessanti, tutti percepiti all’insegna di un linguaggio scarno, coerente, molto vicino alla intelligenza del cuore, pure se la ragione o la filosofia della vita vi fanno capolino in una indiscussa parabola di tempo, di scienza e fantasia. L’immaginazione della Spaziani è figlia del suo tempo, ne umetta episodi di luce, ne persegue punti ineludibili di religioso stupore, di riflessione, di appassionato fervore lirico.
Il mare come tema della ciclicità risorgente, delle maree del cuore, della trasformazione e rinascita, della purificazione, della contemplazione è l’argomento dominante di questa sua ultima raccolta. In esso va riletto l’eterno ciclo vitale, che ridisegna la ricchezza dei valori perenni, racchiude l’evento evocativo in una parabola di vita, di avventura, di suggestione. Vi sono pagine di grande conciliazione fascinosa e lirica, ascrivibile all’endecasillabo a cui spesso l’autrice si ispira in una trasparenza quasi religiosa che sostanzia e fortifica il grande mistero della natura-madre-serena.
Ne “La radice del mare” si avverte il linguismo della Spaziani, a cominciare dal suo gioioso canto che introita nella natura stessa il suo apogeo referente e assorto, indicativo di una rinascita, quale è sempre il flusso e il riflusso della sua poetica.
A mio giudizio, però, in quest’opera c’è un sommovimento d’anima che dà ulteriore vigore alle immagini, le fa vorticare in un turbinìo d’ali di alto lignaggio lirico, proprio come si addice ad una veterana della poesia quale è la Spaziani.
Il verso è come sempre sciolto e sonoramente raccolto in un alveo di biografismo lessicale ricercato e felicemente risolto. L’esito finale di ogni testo è perfetto, come in tante altre opere precedenti, In scansioni rapide e chiare, quasi fulminanti, come si caratterizzano da sempre, nelle numerose sue opere, a cominciare da “Le acque del sabato” 1954, a “L’utilità della memoria” 1966, a “L’occhio del ciclone” 1979, “Geometria del disordine” 1981; La stella del libero arbitrio”, 1986; “La luna è già alta” 2006; per giungere a questo suo ultimo lavoro che ridefinisce il suo lungo percorso letterario con una strategia lessicale di indiscusso valore.


Ninnj Di Stefano Busà