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giovedì 4 giugno 2015

Il limbo delle donne ferite: la recensione di Jennifer Poli alla silloge poetica di Antonella Antinucci


Condividiamo la recensione alla silloge poetica di Antonella Antinucci Burqa di vetro (Edizioni Tracce 2014) di Jennifer Poli apparsa il 3 giugno 2015 sul magazine di narrazioni critica e poesia Nuove Finzioni:
 Il limbo delle donne ferite. ‘Burqa di vetro’ di Antonella Antinucci con una prefazione di Dacia Maraini 
di Jennifer Poli
La silloge poetica Burqa di vetro di Antonella Antinucci è stata edita nel 2014 da Edizioni Tracce, con una prefazione scritta da Dacia Maraini
Il libro ha ricevuto un vasto riconoscimento dalla critica: nel 2013 vince, come testo inedito, il Premio letterario Nazionale Scriveredonna (con Presidente di Giuria Maria Luisa Spaziani) e successivamente – come libro edito – il Premio Letterario Nazionale Voci – Città di Abano Terme. Ha inoltre ricevuto il Premio Speciale della Giuria al World Literary Prize 2015; e infine, la lirica posta in apertura alla raccolta, Un’alba (il mio corpo senza crosta), si è aggiudicata il Premio Efesto – Città di Catania 2014.
Burqa di vetro si presenta al lettore come un testo ibrido, posto a metà tra scrittura poetica, reportage giornalistico e monologo teatrale. Il filo rosso della raccolta è lo scottante tema del femminicidio, le liriche sono infatti ispirate a fatti di cronaca realmente accaduti in Italia. Tutte le storie narrate sono reali e la poesia assolve il duro compito di registrare le voci dolorose delle vittime che si interrogano sulle cause e i motivi della loro scomparsa. Le anime delle donne riflettono sui loro errori, sui loro fallimenti senza però mai cadere in unalarmoyante commiserazione di sé, invece, – come davanti ad una vasta platea – esse desiderano uscire di scena lasciando il segno, con un ultimo grande monologo. La raccolta si muove su due piani: le testimonianze in versi delle vittime e il fulmineo report di una giornalista che riporta in calce, volta per volta, i casi di femminicidio.
Il merito dell’autrice sta nell’aver posto l’attenzione non sulla notizia della morte in sé o sull’indentità dell’assasino – come accade continuamente tramite l’informazione mediatica – ma sul fattore umano, sulle paure, i sentimenti e le speranze cadute delle vittime.
Dal testo emerge una umanità femminile dolente ma non rassegnata, desiderosa di far sentire la sua voce, di esprimere la sua tragica condizione. Attrici del loro personale teatro del dolore, le donne di Burqa di vetro rimettono in scena il momento del loro trapasso con estrema lucidità e compostezza. Esse ci parlano da un punto che è un non luogo, un oltre spazio – una sorta di limbo – in cui è loro concessa la ‘parola ultima’ prima di scomparire per sempre. Le vittime sono chiamate a testimoniare davanti a una sorta di tribunale dell’ignoto.
La poetessa esprime bene, tramite l’uso consapevole della forma, questa tensione, questo ‘stato – limite’ in cui le parole si fanno spesso affrettate, rincorrono il filo del tempo tra la vita e la morte. Il ritmo è stretto, serrato, quasi come se le donne parlassero a fiato corto, seguendo il battito dei loro cuori. Le immagini di vita quotidiana si fanno grottesche, sono trasformate in scenari infernali, soffocanti, gli oggetti quotidiani diventano veicolo di morte: la casa non è più nido o dimora ma inferno e prigione. Burqa di vetro è un reportage dell’aldilà, le anime delle donne sono come intrappolate e potranno liberarsi solo attraverso la sforzo salvifico della parola. Le parole sono salvezza perchè sono memoria. Anche se si tratta di una memoria fulminea, telegrafica, di un ultimo messaggio di addio. Le loro storie rimarranno, saranno eterne grazie alla forza della poesia. Ma ora rimane poco tempo, le vittime devono dire le cose essenziali. Devono cercare una ragione, una spiegazione, ma le loro richieste rimangono sospese nel vuoto, destinate a non trovare risposta, come echi che ritornano sempre uguali a loro stessi.
Burqa di Vetro accoglie le voci di un limbo. Il limbo delle donne ferite.

Antonella Antinucci è nata a Pescara, dove attualmente vive e lavora. Pubblica il primo racconto, “I colori rubati”, sulla rivista Tracce, nel 2006. La silloge Burqa di vetro (Edizioni Tracce 2014), è la sua opera prima. Con il racconto Il pesce rosso, è vincitrice assoluta alla X edizione del Premio Città di Colonna – La Tridacna (Roma) per la narrativa ispirata a Gabriele d’Annunzio. Altri racconti, poesie e testi teatrali hanno ricevuto premi e riconoscimenti a Roma, Modena, Viareggio, Palermo e Catania. Espone in mostre d’arte e fotografia. Allieva della Scuola Nazionale di Drammaturgia diretta da Dacia Maraini, ha studiato con importanti esponenti del teatro contemporaneo.

giovedì 14 maggio 2015

"Che cosa non vi dobbiamo?": la recensione di Giuliano Capecelatro sul libro di Maria Rosaria La Morgia e Mario Setta

Condividiamo la recensione di Giuliano Capelacetro sul libro Terra di Libertà - Storie di uomini e donne nell'Abruzzo della seconda guerra mondiale
comparsa su Leggendaria 110 - marzo 2015 - pp. 55

"Che cosa non vi dobbiamo?"

L'epopea misconosciuta della gente abruzzese che accolse, nascose e sfamò i fuggiaschi italiani e stranieri dopo l'armistizio dell'8 settembre



"All'origine dei sensi": la recensione di Vincenzo D'Alessio alla silloge poetica di Piero Mastroberardino

Condividiamo la recensione alla silloge poetica di Piero Mastroberardino All’origine dei sensi scritta da Vincenzo D'Alessio:
Piero Mastroberardino “All’origine dei sensi” (Edizioni Tracce, Pescara 2014)

Vede la luce presso le Edizioni Tracce nella collana “I nuovi ossimori” la raccolta All’origine dei sensi”: incipit poetico dello scrittore Piero Mastroberardino, con prefazione del curatore della collana Plinio Perilli
Quattro sottotitoli: “Come soffio nell’anima”; “Nella scia bianca d’una luna”; “Nel manto d’una notte” e “Tra il cielo e me”; scandiscono la direzione data dall’Autore alle opere, mentre informano il lettore sul percorso da seguire per raggiungere l’evocazione creativa soggettiva e talvolta anche universale di sé e della realtà circostante.

mercoledì 13 maggio 2015

Il senso della gloria: una recensione al saggio di Aldo Onorati apparsa sulla rivista "Il Carabiniere"

Condividiamo la recensione al saggio di Aldo Onorati Il senso della gloria in Dante, Foscolo, Schopenhauer e Leopardi pubblicato sulla rivista Il Carabiniere ad aprile 2015 alla pagina 113:
Per quanti fanno del successo l'unico fine dell'esistenza, lasciandosi sfuggire la vita col suo affascinante mistero, le sue infinite risorse, le ricchezze piccole e grandi di ogni giorno, l'autore di questo libro analizza il pensiero di Maestri assoluti della letteratura rispetto alla gloria, riportando brani fondamentali delle loro opere e paragonando alcuni loro pensieri con situazioni attuali. Un insegnamento prezioso sotto molti aspetti.
Il Libro:
Cosa pensavano veramente della gloria, o meglio del successo, Dante, Foscolo, Schopenhauer e Leopardi, quattro pilastri della poesia e del pensiero mondiali? Dove converge e dove differisce la sostanza delle loro vedute in tale ambito? E cosa ci possono insegnare, oggi, loro che hanno visto tanto a lungo in ogni problematica?
Quasi mai il riconoscimento va al valore, mentre la mediocrità raggiunge spesso la fama, però essa dura poco, mentre le opere eccelse crescono col passare del tempo.
L’autore, studioso e storico della letteratura, riporta i punti salienti del discorso relativo ad ognuno dei quattro Maestri, commentando la loro posizione emotiva e speculativa immettendola nel nostro tempo, con esempi concreti, coraggiose critiche, denunce di un mondo (quello letterario odierno) in parte squallido e corrotto.
Come scrive il condirettore della collana Fabio Pierangeli dell’Università Tor Vergata di Roma: “Onorati coniuga la serietà della ricerca scientifica al dono di comunicare narrativamente, in modo avvincente, gli elevati valori culturali che si tramandano attraverso i grandi autori della letteratura antica e moderna, italiana ed europea”.

Aldo Onorati è autore tradotto in molte lingue nel mondo.
Tra i suoi libri più conosciuti: 
La saga degli ominidi (VII ed.); Lettera al padre (VI ed.); Incontro con Zaccaria Negroni(X ed.); Nel frammento la vita (V ed.); Il sogno, l’incubo, il sacrilegio; Gli ultimi sono gli ultimi (III ed.) etc.
Fra i suoi numerosi saggi critici, il più noto: 
Dante e l’omosessualità.
L’opera omnia delle sue poesie è del 2005.
Dantista, è supervisore e post-fatore del libro 
Chanzona Ddante di Luois M. La Favia: la scoperta di un inedito del Divino Poeta.
È stato docente di Lettere agli istituti superiori e giornalista di testate nazionali, oltre che collaboratore della RAI-TV, Terzo programma, Dipartimento Scuola-Educazione. Direttore editoriale per molti anni in Roma, tiene conferenze e seminari di studi su Dante, sulla letteratura Italiana e sulla tecnica del verso.
Con la nostra casa editrice ha pubblicato, nel 2013, il romanzo
 Le tentazioni di Frate Amore, già in seconda ristampa.

lunedì 11 maggio 2015

La recensione al libro di Andrea Costantin su recensionelibri.org

Condividiamo la recensione apparsa sul sito www.recensionilibri.org all'ultimo libro di Andrea Costantin Laor:
"Potevo solo andare avanti, non fermarmi o tornare indietro. Strani pensieri, visioni della notte, pensai. I miei sogni li facevo da sveglio."
La trama
Laor, ultimo libro di Andrea Costantin, è suddiviso in tre sezioni, ciascuna caratterizzata da uno stile narrativo e, di conseguenza, una trama differente.

La prima sezione è quella che dà il titolo all’opera, in quanto tratta di un essere denominato proprio Laor. Prima di diventare il mostro che era, Laor era un ragazzo come tanti altri; il destino ha voluto però che fosse rapito dalla combriccola degli scienziati pazzi del laboratorio Detrox, i quali gli hanno iniettato un virus mutageno, anch’esso denominato Laor. Dopo la contaminazione, il ragazzo è cambiato: è subentrata in lui una componente mostruosa, istintiva e micidiale, ma per fortuna la sua parte umana riesce ancora a prevalere su quella omicida. Laor riesce a scappare dai suoi rapitori i quali, insieme al potere economico-politico che supervisiona le loro ricerche, cercheranno di catturarlo per continuare indisturbati con i loro esperimenti: riuscirà il bene a prevalere sul male?

La seconda sezione racconta delle vicende di Eddie, motociclista solitario che gira il mondo sulle sue due ruote. Eddie è protagonista di due storie differenti: nella prima si ritrova su un’isola maledetta, nella quale dovrà sopravvivere agli attacchi di creature cattivissime quali esseri mutati geneticamente, ex galeotti e assassini; nella seconda il contesto muta completamente, ed Eddie torna nel suo vecchio quartiere per affrontare un serial killer, aiutato dal suo vecchio nemico, l’ex commissario Leonardo Savelli.

Infine, la terza sezione si discosta dalle tematiche delle prime due, in quanto è incentrata interamente sulle liriche. Qui protagonista diventa la natura che, descritta in tutta la sua bellezza, si fa metafora dei sentimenti umani più profondi, quali la nostalgia e la speranza.
L’autore

Andrea Costantin nasce in Abruzzo, si laurea in giurisprudenza, e in seguito decide di conseguire la qualifica di giornalista pubblicista. Successivamente collabora ad una radio locale, occupandosi di un programma da lui ideato, incentrato sulla cultura e l’attualità.
L’amore per la scrittura è nata in lui qualche anno fa e lo ha già portato alla pubblicazione di sei romanzi; in ordine cronologico: La voce della brezza (Ed. Tracce, 2010), La notte degli echi (Ed. Tracce, 2011), Luna nera (Ed. Youcanprint, 2012), Il silenzio delle stelle (Ed. Youcanprint, 2012), L’attacco del tuono nero (Ed. Tracce, 2014). 
Laor riprende proprio le tematiche della sua ultima opera, in particolare nel personaggio di Eddie e nelle storie che lo riguardano.
Tra i suoi progetti per il futuro, Costantin annovera la pubblicazione di 15 delle sue poesie in un’opera collettiva, insieme quindi ad altri 5 autori. Il libro verrà pubblicato dalla Aletti editore, nel mese di giugno 2015.

Lo stile
Lo stile di Laor riprende quello dell’ultima pubblicazione di Costantin, L’attacco del tuono nero: lo dimostrano la commistione di prosa e poesia e il genere thriller che aveva già caratterizzato la narrazione delle avventure di Eddie. A questi elementi si aggiunge in Laor una deviazione verso l’horror e il fantasy, in particolare nella prima sezione e nella prima parte della seconda.

Il senso della gloria in Dante, Foscolo, Schopenhauer e Leopardi: la recensione di Fabio Pierangeli al saggio di Aldo Onorati

Pubblichiamo la recensione di Fabio Pierangeli al saggio di Aldo Onorati Il senso della gloria in Dante, Foscolo, Schopenhauer e Leopardi (Edizioni Tracce, 2014 - € 11.00), apparsa sulla rivista IN LIMINE - quaderni letterature viaggi teatri - sul N° 11 (aprile 2015): 

Aldo Onorati, Il senso della gloria in Dante, Foscolo, Schopenauer e Leopardi, Edizioni Tracce, Collana La Ginestra, 2014, pagg. 118, euro 11,00 di Fabio Pierangeli 
La letteratura maestra di vita. Si diceva, una volta, in un passato che sembra lontano, quasi mitico, avvolto nella nebbia dell’irreale. Diversi segnali, sia pur sparsi, tornano a fare luce nella oscurità anti etica di tanto vorticoso consumismo, spesso incosciente, mancando il confronto con modelli e proposte di diversa misura ed eleganza. La tradizione letteraria, quella italiana in particolare, ne offre a volontà di tali autorevoli modelli, anche e, forse, soprattutto, in opere che non hanno direttamente un obiettivo pedagogico. 
Per questo diventa estremamente prezioso il volume di Aldo Onorati, Il senso della gloria in Dante, Foscolo, Schopenauer e Leopardi, Tracce editore, 2014, capace di coniugare la serietà della ricerca scientifica (la precisione delle citazioni, scelte tra un imponente materiale) al dono di comunicare narrativamente, in modo avvincente, con sottile ironia e passione autentica, gli elevati valori culturali che si tramandano attraverso i grandi geni del passato. 
Il libro, avverte Onorati, poeta, narratore e saggista di fama internazionale, nonché acclamato dantista: 

è dedicato a tutti, ma principalmente a coloro i quali hanno fatto della rincorsa al successo il fine unico e ultimo della vita, deprivandola del suo affascinante mistero, delle sue infinite risorse, delle ricchezze piccole e grandi di ogni giorno, i piaceri dell’amore, dell’amicizia, la generosità, il dolcissimo ozio (dono degli dèi), il fare la cose per il solo gusto di farle e senza il solito concetto dell’utilità, del “do ut des”. Costoro, tesi follemente alla conquista di un dio capriccioso e ingiusto, volubile e inafferrabile (come il potere e in certo senso il denaro), corrono a perdifiato verso una china: il dolore irreparabile della delusione, perché il successo non basta mai, e il suo desiderio porta a una sorta di delirio che stravolge tutto e finisce nella consunzione. 

Attraverso Schopenhauer, Onorati è netto nel segnare i confini delle parole e dei loro significati, innanzitutto distinguendo la gloria dal successo.
La gloria è quanto resiste di noi dopo la nostra scomparsa, quando non potremo più difendere le nostre azioni compiute o le nostre opere artistiche. Il successo è invece legato alla transitorietà dell’esistenza, al Caso, al maneggio, alla momentanea attenzione della massa volubile, a un intreccio di combinazioni etc. Si trasformerà in gloria duratura? Nessuno lo sa. 

mercoledì 29 aprile 2015

"La Bellezza Quieta": la recensione di Francesca Prattichizzo alla silloge di Fernando Romagnoli


Condividiamo la recensione di Francesca Prattichizzo alla silloge poetica di Fernando Romagnoli La Bellezza Quieta (Edizioni Tracce 2015):

La Bellezza Quieta è un percorso di riscoperta di se stessi e del mondo circostante, che oscilla tra piacevoli immagini offuscate dalla tenerezza del ricordo e una più netta riappropriazione di ciò che si era perduto. Bellezza è tutto ciò che eleva l’uomo al più alto grado dell’essere, che disvela il suo sguardo ottenebrato dall’oggi, verso un orizzonte esistito da sempre, ma troppo spesso dimenticato. L’essenziale invisibile trova solo in questo movimento un soggetto catturante che gli conferisce valore: è il dettaglio, la magnificenza del particolare che si rivela nuovamente all’uomo, in tutta la sua interezza, in tutta la sua veridicità. «L’erba che cresce, il vapore che si alza» sono miracoli del quotidiano divenire che sembra scomparso dall’autocoscienza degli individui, ingarbugliati in una devastazione antropologica che occlude il passaggio al vero. 
Il disgusto per questa società in perenne sopravvivenza si materializza in un morire prima del tempo, senza accorgersene, in un percorso che non è vita ma un lento e ostinato consumarsi, rincorrendo il nulla in una spirale inglobante vuota di senso e di fine. 

Il binomio «crescita-escrescenza» diventa emblema di questa vicinanza di temi che hanno il progresso e la decadenza umana, e ben lo si evince anche dall’ossimoro «miseria e gloria», sapientemente costruito dall’autore per sottolineare con veemenza la fragilità nella quale necessariamente si sfocia, qualora il tempo non venga più vissuto ma rincorso. L’assenza di titoli ai singoli componimenti permette di leggere l’intera opera con unità di intenti e ed evita la distrazione derivante dal voler concettualizzare versi e strofe, al di là del proprio contesto. Anche in questo risiede la particolarità della silloge di Romagnoli, che vuole fluidificare le parole sulla carta, come i momenti nell’istante carico di senso. La dolcezza del lento scorrere degli attimi permette infatti di «tornare a un pigro e disteso abbandono», perché è nell’attimo che il tempo si ferma, è nei frammenti di eternità che si rivela la bellezza.

Fernando Romagnoli risiede nelle Marche, a Fermo.
Laureato in Filosofia, in Sociologia e in Lettere Moderne, si interessa prevalentemente di musica e letteratura.
Collaboratore presso le Edizioni De Agostini (ha preso parte alla stesura dell’operaL’Italia) e bibliotecario, è attualmente insegnante di Lettere.
Si è dedicato alla scrittura poetica e critica, partecipando al dibattito culturale con interventi e saggi.
Collabora, tra l’altro, alla rivista on-line MusiCultura.
Ha ottenuto affermazioni e segnalazioni in numerosi concorsi di poesia e premi letterari a carattere nazionale. Suoi versi sono apparsi in antologie e riviste.
Ha pubblicato, per la poesia, Il tempo e i giorni (Pescara, 1989) e Di sangue e d’oro (Pescara 2010). E i saggi L’inarrivabile vita - Lettura di Pavese (Bologna, 1991; Premio “Bontempelli-Marinetti”) e Una luna in fondo al blu - Poesia e ironia nelle canzoni di Paolo Conte (Foggia, 2008).

giovedì 2 aprile 2015

Dove ti porta il caso: una recensione al libro di Aldo Onorati

Condividiamo una recensione apparsa sulla rivista Controluce - novembre 2013 - di Daniele Priori alla raccolta di racconti di Aldo Onorati "Dove ti porta il caso" (Edizioni Controluce).
Aldo Onorati è autore tradotto in molte lingue nel mondo.
Tra i suoi libri più conosciuti: La saga degli ominidi (VII ed.); Lettera al padre (VI ed.); Incontro con Zaccaria Negroni (X ed.); Nel frammento la vita (V ed.); Il sogno, l’incubo, il sacrilegio; Gli ultimi sono gli ultimi (III ed.) etc.
Fra i suoi numerosi saggi critici, il più noto: Dante e l’omosessualità.
L’opera omnia delle sue poesie è del 2005.
Dantista, è supervisore e post-fatore del libro Chanzona Ddante di Luois M. La Favia: la scoperta di un inedito del Divino Poeta.
È stato docente di Lettere agli istituti superiori e giornalista di testate nazionali, oltre che collaboratore della RAI-TV, Terzo programma, Dipartimento Scuola-Educazione. Direttore editoriale per molti anni in Roma, tiene conferenze e seminari di studi su Dante, sulla letteratura Italiana e sulla tecnica del verso.
Con la nostra casa editrice ha pubblicato, nel 2013, il romanzo Le tentazioni di Frate Amore, già in seconda ristampa, e nel 2014 il saggio Il senso della gloria in Dante, Foscolo, Schopenhauer e Leopardi

martedì 31 marzo 2015

“Il dionisiaco rovesciato”, i versi aldilà del reale di Margiovanni

Condividiamo la recensione di Marco Tabellione alla silloge poetica di Giampiero Margiovanni Il dionisiaco rovesciato, apparsa sul quotidiano Il Centro il 9 marzo 2015:
ATRI. Secondo appuntamento con la poesia per il giovane poeta di Atri Giampiero Margiovanni, che dopo "Le punte del cerchio", ha dato alle stampe la sua seconda raccolta di versi "Il dionisiaco rovesciato" (Tracce, €11, pagine 81).
   Di nuovo un titolo intrigante per Margiovanni, dopo le impossibili "punte del cerchio" ecco il mito vitalistico di Dionisio che viene rovesciato nel suo contrario. Una poesia apparentemente calata nella realtà quella di Margiovanni, ma che nei contesti a volte semplici e banali della vita di tutti i giorni ricerca i simboli inusitati di altre dimensioni, più misteriche e meno frequentate. Insomma Margiovanni mostra di credere nella forza del linguaggio poetico, che non sta tanto nella sua capacità di spiegare il reale, – "Parole fatti non bastano più" dice in una poesia –, non tanto nella sfida della letteratura e della poesia al reale, quanto nella possibilità che la poesia e la letteratura hanno di offrire realtà alternative, "Ma restano gli scritti, scritti fatti parole, e parole che scrivono di fatti" prosegue infatti nella stessa poesia. E' evidente lo stile di Margiovanni, la sua poesia parte dal parlato, dalla “chiacchiera” quotidiana, ma utilizza per elevarla, per elettrizzarla, renderla di nuovo significante. Il suo obiettivo è stabilire con i propri simili una forma di comunicazione elevata, una dimensione di contatto e dialogo che sia superiore, più profonda, come emerge dalla poesia "Sguardi": "Sguardi persi, come le parole perdute che andavano dette all'amicizia. Svanite, svanite nel nulla e mai più tornate. Solo parole, parole di circostanza, come soprammobili in una stanza, fatti per raccogliere polvere".
   La poesia di Margiovanni si muove così tra una sfiducia verso la parola e le sue possibilità di cattura del reale, e l'ambizione a trovare il bandolo della matassa, a svelare qualche aspetto del gran mistero. Poeta apparentemente semplice, legato alla replicazione del linguaggio quotidiano, Margiovanni si pone tuttavia sempre al di là della quotidianità, sempre al di là del dato realistico, che comunque non perde mai di vista, quasi per mantenere le coordinate giuste nel rapporto con l'esteriorità. Poesia dunque che si muove tra soggettivo e oggettivo, tra esteriorità e interiorità nel tentativo di trovare tra queste due fondamentali dimensioni della visione umana, un equilibrio, quasi un punto mediano che consenta di penetrare e afferrare entrambi.

giovedì 26 marzo 2015

ONORATI SPOSA RICERCA E NARRAZIONE

Pubblichiamo qui di seguito la recensione realizzata da Fabio Pierangeli (Professore di Letteratura italiana all'Università di Roma "Tor Vergata") al volume di Aldo Onorati  Il senso della gloria in Dante, Foscolo, Schopenhauer e Leopardi, apparsa sulla rivista della Società Dante Alighieri Pagine della Dante (4/2014):
Il prezioso volume di Aldo Onorati, Il senso della gloria in Dante, Foscolo, Schopenhauer e Leopardi, Tracce editore, 2014, è capace di coniugare la serietà della ricerca scientifica (la precisione delle citazioni, scelte tra un imponente materiale) al dono di comunicare narrativamente, in modo avvincente, con sottile ironia e passione autentica, gli elevati valori culturali che si tramandano dal passato. 
Attraverso Schopenhauer, Onorati è netto nel segnare i confini delle parole e dei loro significati, innanzitutto distinguendo la gloria dal successo. “La gloria è quanto resiste di noi dopo la nostra scomparsa, quando non potremo più difendere le nostre azioni compiute o le nostre opere artistiche. Il successo è legato invece alla transitorietà dell’esistenza, al Caso, al maneggio… Se si trasformerà in gloria duratura è molto dubbio e nessuno lo sa”.
Onorati offre spunti notevoli commentando alcune opere dei tre autori italiani, oculatamente scelti per intervenire in un dibattito attualissimo: Dante (sapeva bene di essere superbo tra i superbi e lo ammetteva: non è merito da poco), Foscolo (di cui si commenta acutamente parte delle lezioni di Pavia), Leopardi della stupenda operetta morale, un universo di estrema attualità, “Il Parini, avvero della gloria”.
Commentati, con finezza e chiarezza, acume e modestia, i brani immortali della letteratura, Onorati li mette a confronto, descrivendo con passione rara, spirito polemico (ma non superficiale e disfattista, anzi) la situazione attuale della letteratura e dell’editoria, passando in rassegna i dogmi, le incurie, le eccellenze nascoste del secolo scorso, per arrivare alla paradossale situazione dell’oggi, dove, in conclusione, “ai fini del successo il valore dell’opera non ha alcun peso. Anzi, talvolta è di ostacolo”. Molti capolavori, insomma, rimarranno nel cassetto, è la constatazione di Onorati: assai più umoristica che rassegnata.

mercoledì 18 marzo 2015

Il senso della gloria in Dante, Foscolo, Schopenhauer e Leopardi: una recensione al saggio di Aldo Onorati

Siamo lieti di condividere una recensione al saggio di Aldo Onorati Il senso della gloria in Dante, Foscolo, Schopenhauer e Leopardi (Edizioni Tracce 2014) apparsa sulla rivista "Albano in Comune" - Anno IV - n. 19 Aprile - Maggio 2014 alla pagina 19.

Aldo Onorati è autore tradotto in molte lingue nel mondo.
Tra i suoi libri più conosciuti: La saga degli ominidi (VII ed.); Lettera al padre (VI ed.); Incontro con Zaccaria Negroni (X ed.); Nel frammento la vita (V ed.); Il sogno, l’incubo, il sacrilegio; Gli ultimi sono gli ultimi (III ed.) etc.
Fra i suoi numerosi saggi critici, il più noto: Dante e l’omosessualità.
L’opera omnia delle sue poesie è del 2005.
Dantista, è supervisore e post-fatore del libro Chanzona Ddante di Luois M. La Favia: la scoperta di un inedito del Divino Poeta.
È stato docente di Lettere agli istituti superiori e giornalista di testate nazionali, oltre che collaboratore della RAI-TV, Terzo programma, Dipartimento Scuola-Educazione. Direttore editoriale per molti anni in Roma, tiene conferenze e seminari di studi su Dante, sulla letteratura Italiana e sulla tecnica del verso.
Con la nostra casa editrice ha pubblicato, nel 2013, il romanzo Le tentazioni di Frate Amore, già in seconda ristampa.

mercoledì 11 marzo 2015

Il senso della gloria da Dante a Leopardi: una recensione al saggio di Aldo Onorati

Un'amara riflessione sul presente delle belle lettere

Condividiamo la recensione al saggio di Aldo Onorati Il senso della gloria in Dante, Foscolo, Schopenhauer e Leopardi (Edizioni Tracce 2014) a cura di Armando Guidoni, apparsa sulla rivista Controluce.

"[...] L'opera, tra l'altro in splendida veste tipografica nella collana di saggistica "La ginestra", aperta da Walter Mauro e ora diretta da Fabio Pierangeli dell'università di Roma Tor Vergata, è una pietra lavica infuocata diretta contro la corruzione del mondo letterario, di ieri e di oggi. [...]"
Aldo Onorati è autore tradotto in molte lingue nel mondo.
Tra i suoi libri più conosciuti: La saga degli ominidi (VII ed.); Lettera al padre (VI ed.); Incontro con Zaccaria Negroni (X ed.); Nel frammento la vita (V ed.); Il sogno, l’incubo, il sacrilegio; Gli ultimi sono gli ultimi (III ed.) etc.
Fra i suoi numerosi saggi critici, il più noto: Dante e l’omosessualità.
L’opera omnia delle sue poesie è del 2005.
Dantista, è supervisore e post-fatore del libro Chanzona Ddante di Luois M. La Favia: la scoperta di un inedito del Divino Poeta.
È stato docente di Lettere agli istituti superiori e giornalista di testate nazionali, oltre che collaboratore della RAI-TV, Terzo programma, Dipartimento Scuola-Educazione. Direttore editoriale per molti anni in Roma, tiene conferenze e seminari di studi su Dante, sulla letteratura Italiana e sulla tecnica del verso.
Con la nostra casa editrice ha pubblicato, nel 2013, il romanzo Le tentazioni di Frate Amore, già in seconda ristampa.

mercoledì 4 marzo 2015

Il viaggio di Isabella nell'Africa più antica: una recensione al libro di Isabella Bazzi

Condividiamo la recensione al libro di Isabella Bazzi  Hajjāla Una voce dalla Mauritania apparsasul quotidiano "La Provincia" martedì 3 marzo 2015 a cura di Alessio Brunialti:

  

Isabella Bazzi vive a Como dove è nata nel 1975. 
Si laurea in Lingue e Letterature Straniere all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Lavora per tredici anni presso una celebre casa di moda dove dal 2006 ai primi mesi del 2014 ricopre il ruolo di Worldwide Special Events Manager.
Dall'età di dodici anni segue la passione di suo padre e viaggia in svariati paesi africani (Algeria, Libia, Marocco, Tunisia, Mauritania, Tchad, Senegal) dove sviluppa un profondo interesse e curiosità per l'esplorazione di luoghi remoti abitati da popolazioni, prevalentemente nomadiche, che conducono vite isolate dalla civiltà moderna. Condivide con questi gruppi la loro quotidianità, si interessa alla loro cultura, usanze, problematiche e apprende termini della loro lingua. Queste esperienze, volte a scoprire il senso profondo della vita, la stimolano a ridefinire sé stessa, avvicinandosi a spiritualità e valori spesso dimenticati dalle società civilizzate.
Si impegna in attività di volontariato sia in Italia che all'estero. 
Fotografa per passione, si interessa a tematiche sociali e racconta le contraddizioni della realtà contemporanea.
Questo è il suo primo libro autobiografico.

lunedì 2 marzo 2015

La letteratura e la gloria: su "Mosaico Italiano" alcuni estratti del saggio di Aldo Onorati

Alcuni estratti dal saggio di Aldo Onorati Il senso della gloria in Dante, Foscolo, Schopenhauer e Leopardi (Edizioni Tracce 2014) sono stati condivisi da "Mosaico italiano", l'inserto della rivista brasiliana "Comunità", sul numero 121 - anno VIII -  febbraio 2014.
Siamo lieti di condividere anche qui questo lavoro. 
L'editoriale, a pagina 2, si conclude così: 
La gloria e gli scrittori, rapporto ambiguo, tra ardente desiderio di sfilare tra i primi e la coscienza dell'inconsistenza del successo e l'aspirazione ad un valore spirituale. Un tema tra i più suggestivi della letteratura e dell'arte, con riflessi immediati nella vita dell'uomo comune, come attesta il lavoro di Aldo Onorati, tra presente e passato, che Mosaico, con gratitudine, presenta. Scrive Onorati all'inizio del suo lavoro: 
"Questo libro è dedicato a tutti, ma principalmente a coloro i quali hanno fatto della rincorsa al successo il fine unico e ultimo della vita, deprivandola del suo affascinante mistero, delle sue infinite risorse, delle ricchezze piccole e grandi di ogni giorno".

IL SENSO DELLA GLORIA La letteratura ancora una volta maestra di vita. Nel volume di Aldo Onorati Il senso della gloria in Dante, Foscolo, Schopenhauer e Leopardi come spiegato nella introduzione che qui pubblichiamo, edito da Tracce, nella collana di saggistica La ginestra, tre giganti della letteratura italiana e un grande filosofo sono messi a confronto su un tema che riguarda ogni uomo, in ambiti diversi della vita sociale e spirituale.  Come nei suoi altri libri di saggistica ed ermeneutica dantesca, Onorati coniuga la serietà della ricerca scientifica al dono di comunicare narrativamente, in modo avvincente, gli elevati valori culturale che si tramandano attraverso i grandi autori della letteratura antica e moderna, italiana e europea


DELLA GLORIA: I QUATTRO A CONFRONTO
Dopo aver a lungo esaminato il concetto (o la prassi poetica) della gloria nei quattro autori scelti, nel capitolo che pubblichiamo per gentile concessione dell'editore Tracce, invitando alla lettura complessiva, li mette a confronto. 
[pp. 83/89]

mercoledì 18 febbraio 2015

La carezza della luna è per te: la recensione al libro di Nicola Sciannimanico su La Gazzetta del Mezzogiorno

Condividiamo la recensione di Pasquale Tempesta alla silloge poetica di Nicola Sciannimanico La carezza della luna, apparsa su La Gazzetta del Mezzogiorno il 19.01.2015
Dalla prefazione al libro a cura di Davide Rondoni:
“Sguardo sempre concentrato sulla scena interiore, a cui le presenze tipiche del mondo illustrato dalla poesia, di lune, onde, cieli e aurore, sembra fare una corona risuonante e partecipe”.

“La nuova raccolta di poesie di Nicola Sciannimanico è molto significativa e intensa, con i tanti suasivi e delicatissimi effetti di luna, di mare, di luce e con splendide visioni e riflessioni d’anima”. 
Giorgio Bàrberi Squarotti

Nicola Sciannimanico è nato nel 1958 a Castrovillari e vive a Roma.

giovedì 12 febbraio 2015

L'uomo che ascoltava le 500: la recensione al libro di Francesco Paolo Tanzj a cura di Maria Stella Rossi

Condividiamo la recensione di Stella Maria Rossi al libro di Francesco Paolo Tanzj L'uomo che ascoltava le 500 (Edizioni Tracce 2014).
500 E CAMPANE
I simboli del Made in Italy nel nuovo libro di Francesco Paolo Tanzj

L’autore, che nel novembre scorso ha presentato alla Stony Brook University di New York la sua raccolta di poesie bilingue From Italy, anche nel 2015 rappresenterà la letteratura italiana negli States in altri due appuntamenti: in primavera con lo IAWA (Italian American Writers Association) e a settembre, in occasione del Columbus Day, presso il Westchester Italian Cultural Center “One Generoso Pope Place” di Tuckahoe.
La 500, protagonista del racconto L’uomo che ascoltava le 500, che apre il volume dall’omonimo titolo scritto da Francesco Paolo Tanzj, come tutti i protagonisti che si rispettano, ha un nome, Ciumachella, e ha dei proprietari che proprio non possono anzi non vogliono distaccarsi da lei, anche quando ormai è diventata troppo anziana tanto che viene riparata e risistemata di continuo.
E allora questa automobilina cult, compagna di viaggi e di pensieri condivisi, familiare come un oggetto caro perché carico di storia, viene portata da una sorta di guaritore, uno che sapeva ascoltare i ritmi cardiaci del motore per trovare poi una soluzione anche in condizioni estreme com’era per l’ormai supervecchia adorata 500. 
Una storia che dà l’avvio e introduce alla lettura dei tredici racconti più un’invettiva scritti da Francesco Paolo Tanzj che in quest’opera conferma e affina ulteriormente il suo impegno e la sua presenza nel mondo culturale e intellettuale contemporaneo.
Il volume, pubblicato dalle Edizioni Tracce, è un lavoro impegnato che coniuga leggerezza e intensità e diviene necessità di scrittura, ricognizione totale e universale su poesia, narrazione, amicizia, viaggio, luoghi, desideri e condivisioni e poi ancora ricerca e scoperta di verità, magari scomode, difficili ma trovate e dette per una sottesa condivisione con chi legge e/o palpita nel mondo culturale/civile.
Ogni racconto, in realtà, meriterebbe di essere centro e chiave di lettura del libro, anche se tutti diversi e scritti in tempi diversi, allora appuntiamo l’attenzione sull’essenza, su ciò che li alimenta e sostiene: l’autenticità.
Nell’etimologia di questo termine (dal greco autos: se stesso e entòs: in, dentro) abbiamo la conferma che esso è la quintessenza stessa del libro ma anche e soprattutto dello scrittore Francesco Paolo Tanzj che da oltre trenta anni con autentico impegno e continuità propone e realizza eventi culturali, pubblicazioni, ideazioni ad ampio raggio. 
L’autore, coinvolto in toto in avvenimenti e proposte culturali, in appelli e iniziative per ribadire “un unico visionario obiettivo”, ha rivolto la sua completa attenzione alla cultura in tutte le sue espressioni e possibilità sempre sostenuta da coerenza e da dedizione concrete.
Da Elogio della Provincia passando per Un paradiso triste - finalista al premio Bancarella - alla silloge antologica L’oceano ingordo dei pensieri - vincitrice del Premio L’Iguana 2014 - all’ultima pubblicazione From Italy. Poems and beauty from the heart of Italy (presentata con successo negli USA), considerando i contatti con scrittori e poeti anche stranieri e l’interesse per la multimedialità, ne viene fuori un ritratto che invita a riflettere sulla produzione letteraria e sull’intellettuale Tanzj che si svela ai lettori anche nella sua Dichiarazione di scrittura quando riporta il suo contributo al Convegno Poetica e poesia del 1995 di cui trascrivo alcuni passaggi particolarmente chiarificatori “... nessun poeta si compiace in fondo di essere solo: altrimenti non scriverebbe! Ogni verso - anche il più ermetico - è un tentativo di superare un distacco con gli altri esseri viventi, è una forma d’amore, è uno sforzo estremo di comunicazione, mai per pochi ma sempre e solo per tutti [...].

mercoledì 11 febbraio 2015

Quando la poesia è luce: la recensione al libro di Nicola Sciannimanico su La Nazione

Condividiamo la recensione al libro di Nicola Sciannimanico La carezza della luna apparsa sul quotidiano La Nazione il 16 gennaio 2015:

Dalla prefazione al libro a cura di Davide Rondoni:
“Sguardo sempre concentrato sulla scena interiore, a cui le presenze tipiche del mondo illustrato dalla poesia, di lune, onde, cieli e aurore, sembra fare una corona risuonante e partecipe”.
“La nuova raccolta di poesie di Nicola Sciannimanico è molto significativa e intensa, con i tanti suasivi e delicatissimi effetti di luna, di mare, di luce e con splendide visioni e riflessioni d’anima”. 
Giorgio Bàrberi Squarotti

Nicola Sciannimanico è nato nel 1958 a Castrovillari e vive a Roma.
Giovanissimo, subito dopo il liceo, ha avuto un’esperienza giornalistica nella redazione romana di un quotidiano sportivo nazionale, interrotta dopo un anno per dedicarsi completamente agli studi di giurisprudenza. Da oltre trenta anni esercita la professione forense.
La sua opera prima di poesia “Un soffio dell’anima” ha avuto positivi riscontri da parte della critica ed ha richiamato l’attenzione dei media (TG1, TG2, TGR Toscana, TGR Piemonte).
Hanno scritto e si sono interessati della prima raccolta: Il Messaggero, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Mattino, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Nuovo Quotidiano di Puglia, La Nazione, Il Corriere Adriatico.
Gli è stata conferita la “Menzione d’onore” per la XXXIX Edizione del Premio Letterario Casentino.