Condividiamo l'intervista ad Antonella Antinucci, autrice della silloge Burqa di vetro (Primo Premio "Scriveredonna" 2013), realizzata da Rosalia Messina e pubblicata sabato 11 aprile sul sito www.libreriamo.it:
Antonella Antinucci, ''ossessionata dalle pagine scritte e dalle voci''
Antonella Antinucci, pescarese, è autrice di racconti e poesie. Allieva della Scuola Nazionale di Drammaturgia diretta da Dacia Maraini, ha vinto, con la silloge Burqa di vetro, ispirata a casi reali di femminicidi accaduti in Italia (2014, Edizioni Tracce), il Premio Letterario Nazionale Scriveredonna, XXI edizione.
Antonella, sei la prima poetessa che intervisto e sono impressionata dal gran numero di cose alle quali ti dedichi, oltre che alla poesia: la drammaturgia, le mostre d’arte e di fotografia. E proprio da qui vorrei iniziare la nostra chiacchierata, dalla molteplicità dei tuoi interessi, chiedendoti se ti senti soprattutto poetessa o altro e come le tue diverse espressioni artistiche si fondano o si colleghino tra loro.
I miei interessi sono molteplici, è vero, ma al centro della mia esistenza ci sono le parole, essenza fondamentale anche quando mi occupo di arte contemporanea e di fotografia. Considero le mie produzioni in questi campi fondamentalmente concettuali e, in tal senso, esse non avrebbero vita al di fuori del concetto espresso in un testo o in un titolo. Non riuscirei a vivere in un mondo privo di parole, senza libri da leggere e storie o versi da scrivere. Desidero ascoltare l’anima dei fonemi e dei grafemi, combinare parole, ricercarle per creare suoni, storie, concetti, scomporle e ricomporle, trovare numeri nascosti tra le sillabe come le note di uno spartito musicale.
Sono ossessionata dalle pagine scritte e dalle voci. Amo il teatro perché è il luogo dove la parola scritta, attraverso il corpo dell’attrice e dell’attore, si fa voce. Nella vita quotidiana non c’è nulla di più sensuale di una voce che, attraverso le parole, cattura i pensieri e sconvolge i sensi di chi ascolta. Ma non tutte le voci hanno questo dono. Ecco perché preferisco il silenzio e amo svisceratamente la parola scritta. Mi piace sfogliare le pagine dei libri, toccarle, sentirne l’odore.
