giovedì 4 dicembre 2014

Successo per lo scrittore Salvatore Maiorana

Nuovo successo per Salvatore Maiorana, autore del romanzo L'ultima volta: è risultato Secondo Classificato alla V edizione del Premio Letterario Città di Verbania Beato Contardo Ferrini”.
La premiazione si è svolta venerdì 7 novembre presso Villa Giulia, in Via Vittorio Veneto, a Verbania.
Questa la motivazione con cui la giuria - composta da Plinio Perilli (presidente), Marco Botti, Marco Ferraresi, Claudia Salina - si è espressa riguardo il libro di Salvatore Maiorana:
Salvatore Maiorana, studioso di neuroscienze (in particolare di Glottodidattica fra teatro, empatia e emotività), con L’ultima volta (Edizioni Tracce, 2013) trasporta il suo lettore in un romanzo che è verità ed insieme è fiction: dove insomma la veridicità della trama, dello scenario, della drammaticità e insieme della fuga sentimentale, danno materia e incendiano il pathos di una vicenda tutta ambientata in un Afghanistan lacerato e sconvolto... Shane, Shamira, Atash, Fereshteh, Shamira... sono protagonisti di vicende che entrano nei nostri telegiornali purtroppo quasi ogni giorno – ma ci entrano spogliate, deprivate della forte carica di sogni, speranze, dissidi, innamoramenti che esse contengono. E che qui vengono come recuperate, con la complessità e ricchezza universale dell’animo umano, quando prende le parole della politica e della retorica, della solidarietà recitata, arringata, e si sforza semplicemente di metterle in pratica: “Kabul, Herat e tante città dell’Afghanistan sono cosparse di mine anti­uomo, di bombe. Noi abbiamo bisogno invece di ospedali, di scuole, di università per i giovani. Nessuno può regalarci la libertà. la libertà è un bene che deve essere conquistato, un seme che cresce e dà frutti solo quando viene piantato e innaffiato dalle lacrime e dal sangue del popolo.”...

Salvatore Maiorana già docente all'Università di Firenze, è studioso di neuroscienze e di teatro inglese contemporaneo.
È autore di saggi e monografie. 
Le sue opere più note sono: Un sogno americano, Sintesi, Palermo, 1980; Lo spazio diviso, Marsilio, Venezia, 1984; Il Bosco di fragole, Edizioni Tracce 1995; Neuroscienze e Didattica delle lingue. La glottodidattica fra teatro, empatia e emotività, Edizioni Tracce, Pescara 2009.
Ha collaborato con il settimanale Sette del Corriere della Sera e con RaiUno e RaiTre.

"Atmosfere": la recensione di Nazario Pardini al libro di Daniela Quieti

Atmosfere. Un titolo già di per sé appetitoso e significativo, che, con il Paesaggio di Gabriele Iovacchini in copertina, invita a riflettere, a pensare; fa da prodromico input, da antiporta, ad un percorso narrativo che poi si rivela di grande interesse umano; di perspicuo coinvolgimento naturistico e folcroristico-filologico – Dal mito alla storia, il sottotitolo -, atto a soddisfare tutta la nostra curiosità d’indagine. 
È per questo e per la fortuna di aver conosciuto gli scritti antecedenti dell’Autrice, la sua frequentazione letteraria, giornalistica, poetica e filosofica, che ci siamo tuffati, mente e cuore, nei capitoli di questa plaquette, sicuri di ricavarne sostanza e ricchezza emotiva, freschezza e vicinanza. Fin dagli inizi, fin dal messaggio incipitario, la scrittrice ci mette sugli attenti e sembra dire “Guarda bene, lettore, che io non scherzo; so trattare la natura e ricavarne quei segreti che solo un poeta, in possesso del sesto senso, può scoprire, penetrando nei meandri più nascosti della sua tradizione”; è così che, da subito, ci spiattella davanti un proverbio che sa tanto di elegia anacreontica: “Le ore del mattino hanno l’oro in bocca”. Sì, uno dei proverbi più conosciuti; “… una metafora connessa a un’arcaica rappresentazione poetica dell’aurora, dipinta nei colori simili a quelli dell’oro fin dall’epoca di Omero” (pag. 13); un proverbio che, nella cosiddetta civiltà contadina, dalla quale ci siamo allontanati fino al punto di perderne il significato originario, mostrava, più ancora, tutta la sua veridicità, data la compenetrazione che c’era fra anima, cielo e campagna. Paesaggi, folgorazioni allusive, simbiotiche fusioni fra vita e storia, simbologie ricorrenti, culture millenarie, apotropaismi, ritorni di ataviche leggende, curiosità di ogni tipo, per cui non è affatto difficile essere attratti dagli ammiccanti significati preannunciati dal titolo e convalidati dal fascino di questa avventura. Quella di un racconto denso d’informazioni atavico-popolari che si dipana in una scrittura semplicemente complessa; contenutisticamente intricante; educativa (… avere rispetto per gli altri, soprattutto per i più deboli, gli svantaggiati, noi stessi, il Creato e la sua bellezza), affidata a uno stile veloce e apodittico, chiaro e suasivo, giornalistico e paratattico, come richiede una trama dettata da abundantia cordis intrisa di connessioni fra uomo e terra; un sentire che respira il sapore di lontane saggezze, fresche, genuine, poeticamente paniche, da riportare alla luce, col loro profumo di campi sani e incontaminati, che, inducendoci a riflettere su ciò che è buono e su ciò che è meno del nostro frettoloso progresso, si fa radice e messaggio per giorni a venire: “Nelle odierne e veloci mattine che spesso hanno l’amaro in bocca, è lecito porsi il dubbio se le frenetiche prime ore di vita metropolitana siano più o meno invidiabili rispetto a quelle antiche e campestri che avevano l’oro in bocca.

"L'attacco del tuono nero": una recensione sull'ultimo libro di Andrea Constantin

Condividiamo una recensione alla silloge di racconti di Andrea Costantin L'attacco del tuono nero tratta da http://www.sololibri.net/L-attacco-del-tuono-nero-Andrea.html:
L’attacco del tuono nero di Andrea Costantin è un interessante volume composto da tre parti, ognuna diversa dall'altra. 
La prima sezione tratta le avventure di Eddie, solitario motociclista che torna nel quartiere della periferia della sua città e si trova, suo malgrado, ad affrontare la malavita che ancora regna incontrastata alimentata dalla crisi economica.
La seconda sezione racconta le avventure di Leonardo Savelli, introverso ex commissario di polizia, ora orologiaio, che però continua ad indagare sui crimini che vengono perpetrati ai danni dei suoi concittadini.
La terza sezione è dedicata alle poesie, di sapore epico, drammatico e nostalgico. 
Il tutto è corredato da immagini che completano e arricchiscono il libro.
Importante elemento di novità presente nella prima sezione è lo stile di scrittura: il protagonista, Eddie, utilizza un gergo di quartiere, comprensibile ai più, che avvicina il protagonista, grazie anche al suo candore narrativo, al lettore. Il personaggio è coriaceo (così come lo è Savelli) ma spinto da un sentimento di giustizia che lo porterà a difendere i suoi vecchi e scapestrati amici di quartiere e i deboli vittime di delitti vergognosi.
E’ presente, inoltre, l’elemento dell’ironia: pittoreschi personaggi, ex criminali e criminali che hanno ognuno un soprannome e che tirano a campare compiendo piccoli colpi. Eddie cercherà di aiutarli ad uscire da quella squallida realtà.

Andrea Costantin è laureato in Giurisprudenza.
Ha già pubblicato: La voce della Brezza (Ed. Tracce 2010), La notte degli echi (Ed. Tracce 2011), Luna nera (Ed. Youcanprint 2012), Il silenzio delle stelle (Ed. Youcanprint 2012).

mercoledì 3 dicembre 2014

Incontri letterari in biblioteca: Nicoletta Di Gregorio e Daniela Quieti parlano della loro poesia ad Ortona

Venerdì 5 dicembre, alle ore 17.30, in occasione del II ciclo di Incontri Letterari in Biblioteca, che si terranno presso il Complesso S. Anna, in Corso Garibaldi a Ortona (CH), le nostre Autrici Nicoletta Di Gregorio e Daniela Quieti parleranno delle loro raccolte poetiche.
Presenterà Maria Pia Nervegna.
Modererà Anastasia Petruzziello.
La lettura dei componimenti degli autori sarà a cura degli allievi del Liceo Scientifico "A. Volta" di Ortona.
L'evento è organizzato dalla Città di Ortona, dal Gruppo13_Lab, dall'Associazione Editori Abruzzesi e dalla Biblioteca Comunale di Ortona.

Più Libri Più Liberi: il libro di Daniela Quieti sarà presente alla Fiera presso lo stand della F.U.I.S.

Il nuovo libro di Daniela Quieti "Atmosfere" (Edizioni Tracce 2014) sarà presente e consultabile presso lo Stand A24 della F.U.I.S (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) alla Fiera nazionale della piccola e media editoria Più Libri Più Liberiche si terrà presso il Palazzo dei Congressi dell'EUR, in Piazzale Kennedy 1, a Roma, dal 4 all'8 dicembre.
La raccolta Atmosfere ripropone, attraverso il commento di proverbi e modi di dire, consuetudini, leggende, culti, mestieri, cibi e superstizioni che ritraggono nelle varie epoche i contesti di una realtà come era, e come è diventata nelle proiezioni del percorso temporale di interrelazioni e influssi. Daniela Quieti presenta, in modo suggestivo e con stile giornalistico, le ragioni e gli ideali ancora vitali che hanno alimentato le radici profonde e identitarie di miti, religiosità e vicende germogliate nelle zolle di terra e d’anima da cui è fiorito il nostro presente.Ubaldo Giacomucci 
Espressioni che originano dalla mitologia, ma anche dal vecchio testamento e da antiche tradizioni pagane, che nel trasferirsi dagli uni agli altri, nel corso dei secoli, sono diventate parte importante della nostra fede religiosa e dei nostri quotidiani comportamenti. Un po’ di sacro e di profano, in un favoloso viaggio nel tempo che Daniela ci fa vivere, descrivendo colorate atmosfere e gli odori di luoghi dimenticati, o mai vissuti; gli aromi che si diffondevano nell’aria, spesso confondendosi fra di loro, tra quelli dei campi e quelli delle stalle, e dentro le case; con i rumori del ruscello, delle foglie sugli alberi, o la voce degli animali, o quello della legna che arde nel camino, così riuscendo a farci comprendere e vivere intensamente il loro profondo significato: il perché di comportamenti e parole che il tempo non ha cancellato.Pasquale Tritapepe
Daniela Quieti è nata e vive a Pescara.
Già docente di Lingua e Letteratura Inglese, dirige le collane I campi magnetici e Dal mito alla storia per le Edizioni Tracce.
Iscritta all'Albo dei giornalisti pubblicisti, cura rubriche di cultura e tradizioni per le testate online Thema L’informazione, Agricoltura Oggi, L’eterno Ulisse, e per le riviste cartacee I fiori del male e Il Porticciolo.
Ha partecipato attivamente a rassegne e convegni internazionali ed è membro di giuria e consulente linguistica di concorsi letterari.
Ha pubblicato i libri di poesia I colori del parco, Cerco un pensiero, Uno squarcio di sogno, L'ultima fuga; di narrativa Altri Tempi, Echi di riti e miti, Quel che resta del tempo; di saggistica Francis Bacon La visione del futuro.
Ha vinto numerosi premi tra cui Città di Penne, Un Bosco per Kyoto, Città delle rose, Il Molinello, Scriveredonna, Città di Empoli Domenico Rea e le sono stati conferiti, tra gli altri, i riconoscimenti alla Cultura Città di Cattolica e Città di Pontremoli.

lunedì 1 dicembre 2014

All'origine dei sensi: le poesie e i vini di Piero Mastroberardino alla cena di Natale A.I.S.

Mercoledì 3 dicembre, alle ore 20.00, presso la Trattoria Via Vai, in Via Libertà 18, a Bolzone di Ripalta Cremasca (CR) www.trattoriaviavai.it, in occasione della cena di Natale A.I.S. Associazione Italiana Sommelier, sarà ospite d'onore Piero MastroberardinoPresidente dell’azienda Mastroberardino, che presenterà i suoi vini e la raccolta di poesie All’origine dei sensi (Edizioni Tracce 2014).
Questo il menù della serata:
Aperitivo: Morabianca Irpinia Falanghina DOC 2013
Primo piatto: Timballo di patate e baccalà mantecato - Fiano di Avellino Radici DOCG 2013
Risotto con la pasta del salame fresco - Irpinia Aglianico Redimore DOC 2012
Secondo piatto: Cosciotto d’anatra con polenta di Storo e “pipeto”
(contorno tradizionale di verza e grana) - Radici Taurasi Riserva DOCG 2006
Dessert: Gelato agli amaretti
Prezzo a persona € 50,00
Per prenotare: 335 7357366 - attilio.marinoni@aislombardia.it

Dalla prefazione alla raccolta poetica a cura di Plinio Perilli:
Ci sono – in poesia – alcuni rari casi in cui i propri versi è come se esplicassero, prolungassero o comunque dessero voce, e inquietudine narrante, a gesti lirici nati come profilature dell’anima e del corpo, contorni, superfici ombreggiate che l’arte d’un disegno più vasto, nato come rassomiglianza e lievitato ad alchimia di colori, fioritura di forme, chiedesse infine senso, consenso alle parole… 
Anche il gran magma lirico di Piero Mastroberardino, cadenzato, affascinato in perenne effluvio suadente, è poesia che nasce visiva – sensoriale – e si rintana poi felice sulla pagina come su un talamo d’amore e fervore, sogno che implora, ringrazia il suo incarnato…

Morbide liane le tue membra
m’invitano leggere.
S’avvitano d’un tratto
e serrano la presa.
Edera vigorosa
groviglio di torsioni
e di tensioni
che morde la corteccia
e lenta
e dolce
scava.
Io soffoco…
Lei scava.

Piero Mastroberardino (Avellino, 1966) completati nel 1990 gli studi universitari in campo economico, si dedica alla carriera di ricerca. È oggi professore ordinario in discipline manageriali. Ha pubblicato circa cento lavori scientifici su riviste e collane editoriali nazionali ed internazionali.
Parallelamente cura le attività della propria famiglia, impegnata da generazioni nella viticoltura e nella produzione di vini pregiati in terra d’Irpinia, sulle colline della Campania.

giovedì 27 novembre 2014

Ammont'e ball: domani la presentazione della raccolta di poesie in vernacolo abruzzese di Giuseppe Parisio

Domani, venerdì 28 novembre, alle ore 17.00, presso la Sala Figlia di Iorio della Provincia, in Piazza Italia, a Pescara, si terrà la presentazione della silloge poetica di Giuseppe Parisio "Ammont'e ball".
Presenteranno Ubaldo Giacomucci (Presidente Edizioni Tracce - Poeta e Critico Letterario) e Daniela D'Alimonte (Saggista e Critico Letterario).
Si tratta di una raccolta di poesie in vernacolo abruzzese che contiene un vocabolario abruzzese - italiano dei singoli componimenti.
L'evento gode del patrocinio della Provincia di Pescara.
Dalla prefazione di Ubaldo Giacomucci:
Colpisce il lettore questa nuova proposta editoriale in dialetto, che raccoglie in volume una silloge piuttosto ampia e incisiva.
Solo apparentemente in Giuseppe Parisio il dialetto indica una “lingua popolare” legata a un territorio, in quanto una vera ricerca poetica condotta attraverso la definizione di uno stile e di un linguaggio offre al lettore esiti di significativa qualità.
La scelta del dialetto anziché dell’italiano diventa quindi un’operazione di selezione linguistico-lessicale che individua un’impostazione stilistica, ma soprattutto una dimensione culturale.
Come molti studiosi hanno sottolineato, certe forme linguistiche sono state create dalla cultura dotta e poi si sono modificate ma parzialmente conservate nel sopravvivere in un contesto popolare, creando una sorta di “archeologia del linguaggio”. Con un’operazione di grande spessore culturale, il poeta dialettale più autentico raccoglie tali forme di memoria linguistica, che rielabora e inserisce in un nuovo contesto, arricchito da una personale cifra stilistica.
D’altronde non esiste un’unica regola ortografica per trascrivere l’abruzzese; tale mancanza è probabilmente dovuta al fatto che l’eredità letteraria scritta di questo dialetto è minima.
L’Autore ci offre pertanto non letteratura popolare o folclorica, ma uno di quei testi che autori colti maggiori e minori hanno redatto nell’ambito della loro ricerca letteraria e culturale.

mercoledì 26 novembre 2014

I Cascella, uomini d'arte: venerdì la presentazione del volume di Gabriella Albertini

Venerdi 28 novembre, alle ore 17.30, presso la Fondazione Pescarabruzzo, in Corso Umberto I n. 83 (ingresso laterale - quarto piano), si terrà la presentazione del volume I Cascella, uomini d’arte di Gabriella Albertini
Interverranno Nicola Mattoscio (Presidente Fondazione Pescarabruzzo) e Ubaldo Giacomucci (Presidente Edizioni Tracce).
Sarà presente l'Autrice.

Quest’opera, dedicata alla divulgazione e all’approfondimento di aspetti storici e critici della ricerca artistica dei Cascella, merita senz'altro una particolare attenzione, data l’importanza che la famosa dinastia rappresenta per la storia dell’arte abruzzese e italiana in più di un secolo. Oltre agli ampiamente storicizzati Basilio, Tommaso, Michele e Gioacchino (le prime due generazioni), l’opera arriva fino ai contemporanei con il notissimo Pietro Cascella e gli altri meno conosciuti esponenti della famiglia di artisti più longeva e significativa tra Ottocento e Novecento, che ancora oggi attesta la sua forza espressiva ben oltre le realtà regionale e nazionale.

lunedì 24 novembre 2014

La commedia della vita nel taccuino di Fratti: la recensione di Simone Gambacorta al volume di Mario Fratti

Condividiamo la recensione di Simone Gambacorta sulla raccolta poetica di Mario Fratti "Volti", apparsa sul quotidiano "La Città" il 20 novembre 2014.

LA COMMEDIA DELLA VITA NEL TACCUINO DI FRATTI
Il drammaturgo pubblica in “Volti” le sue poesie. Ma il segreto del libro sta in uno sguardo teatrale sul mondo
La prima domanda che il lettore si pone di fronte alle poesie di Fratti è se le poesie di Fratti possano in effetti essere considerate poesie.

Se cioè non si commetta tutto sommato un torto nel prenderle per buone sic et simpliciter come tali; e se piuttosto non vadano viste, non vadano lette, non vadano osservate come qualcosa di diverso. Qualcosa nato magari da una certa intonazione di sguardo – per così dire – o da un certo moto intimo, e che tuttavia, alla prova dei fatti, ossia alla prova della lettura, sembra indicare un diverso e più segreto orientamento, un movente più sotterraneo e anche più sfuggente: cioè un senso diverso da una mera ambizione
espressiva. E a questo punto il lettore si domanda anche se non sia in questa direzione altra, in questa differente inclinazione, che vadano rintracciate le ragioni di una scrittura dove non sono rari i momenti di ingenuità e una certa fragilità d’insieme. 
È vero: “Volti” (Tracce, pp. 140, 10 euro) riunisce per la più parte poesie scritte dal grande drammaturgo di origini aquilane – divenuto poi negli Stati Uniti, dove si trasferì nel 1963, uno dei nomi di punta del teatro – al tempo della giovinezza, più alcune altre successive; e tuttavia adottare questo parametro valutativo – ossia quello anagrafico – equivarrebbe a concedere a Fratti una sorta di attenuante: la qual cosa implicherebbe, inevitabilmente, una bocciatura dei suoi testi, una specie di condanna. Ma le cose paiono disporsi in altri termini, o “anche” in altri termini. “Volti”, infatti, nel suo incentrarsi e concentrarsi su immagini, nel suo definirsi – appunto – come un insieme di volti, di facce, di visi
immortalati in istantanee in forma di parola (il mendicante, il barista, il pretino, l’intellettuale), si presenta come una raccolta di punti di vista racchiusi in pochissime righe, e però capaci di sintetizzare, nella loro stessa brevità, o forse proprio grazie alla loro brevità, quelli che la voce scritta individua essere i punti
determinanti per la definizione di un destino, o dello stato di un destino (prendendo occasione da un incontro, da un ricordo, da una persona, da una fantasia). 
«A Fratti bastano pochi dettagli – scrive Paolo Di Paolo nell'introduzione – per fissare i suoi tipi umani».

venerdì 21 novembre 2014

Gentilissimi, abbiamo il piacere di segnalare questa iniziativa benefica a favore della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori). In occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, l'Orchestra Femminile del Mediterraneo organizzerà un concerto contro il femminicidio. Siete tutti invitati, sabato 22 novembre, alle ore 21:00 presso il Teatro Circus, a Pescara.